Rassegna storica del Risorgimento

TORELLI LUIGI
anno <1949>   pagina <3>
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,ì FONTI E MEMORIE
RILEGGENDO I PENSIERI SULL'ITALIA DI UN ANONIMO LOMBARDO
Era le diverse voci che la corrente moderata fece risuonare in Italia, abbiamo creduto di raccogliere quella di Luigi Torelli, di quell'Anonimo lombardo che ci sembra immeritamentc dimenticato, tanto spesso vien lasciato da parte quando si parla di più. fortunati scrittori che ebbero la sua stessa visione politica della situazione ita­liana. !) Del resto, fu trascurato anche dai contemporanei: sappiamo che il Mazzini ne chiese notizia al Lamberti, ma non abbiamo il suo giudizio sull'opera,2) ed è quasi ignorato negli epistolari che conosciamo. Difficile è supporne la ragione. Forse i fautori della congiura col proprio nome scritto in fronte ad ognuno, rifuggirono dall'ano­nimo che forzatamente dovette circondare quell'autore, suddito austrìaco? Forse le idee contrarie al potere temporale dei papi, che egli espose proprio nel momento in cui l'elezione di Pio IX pareva dare forma politica alla creazione giobertiana, gli tolsero il favore del pubblico? Non ebbe parte nell'oblio anche l'autore stesso, che considerò quel volume come un trascorso giovanile e si decise a ripubblicarlo col suo nome solo nel 1853, per evitare che ne fosse incolpato dall'Austria qualche innocente ? Rileggiamo, dunque, i Pensieri e cerchiamo di trovare una risposta a queste domande.
Montanaro e scienziato, carattere forte e. duro, uso al calcolo e alle esperienze più che alle elucubrazioni politiche e filosofiche, figlio di una terra poco generosa verso chi la lavora con tanti accaniti sforzi, nobile campagnolo che viveva isolato nella sua nativa Turano, ma, suddito austrìaco, aveva studiato a Vienna e provato l'impiego imperiairegio, Luigi Torelli ebbe la prima idea di scrìvere, afferma egli stesso, quando vide stampate tante notizie erronee sull'Austria, sulla sua forza, sulla sua politica in LombardoVeneto. Perchè mi pare di dover indicare fin d'ora uno dei caratteri inconfondibili di questo volume e l'autore volle sottolinearlo nel titolo quello di essere scrìtto da un Lombardo, da un uomo, cioè, che viveva a contatto col domina* tore e, intelligente, ne sapeva valutare obiettivamente quanta e difetti per poterli controbilanciare, arginare e vincere. Logico, quindi, il suo porre in primo piano l'ele­mento dei rapporti con l'Austria. Non è il solo, lo vedremo, che studi le possibilità effet­tive di vittoria in un conflitto armato, ma è il solo, al contrario, che si preoccupi di preparare dall'interno il Lombardo-Veneto all'impresa.
dome venne educandosi il Torelli ad entrare neu'arrìngo degli scrittori politici ? Sogni dorali chiama egli stesso nelle Memorie 8) quelli che gh* arrìsero nel 1831, studente allora al Collegio Teresiano di Vienna e lo spinsero ad organizzare la vendita del mobilio
') Ai Pensieri dedicò un capitolo ANTONIO MONTI, nella sua biografia del Torelli (H Conte Luigi Torelli 1810-1867'; Milano, Istituto lombardo di scienze e lettere, 1931), ma il Nostro non viene neppure citato da LUIGI SALVATORELLI, nel suo vo­lume Il pensiero politico italiano dal 1700 al 1870; IV ed., Torino, Einaudi, 1943, Per quanto riguarda la questione del potere temporale è ricordato da ARTURO CABLO JE-MOLO, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni', Torino, Einaudi, 1948, pp. 38-39.
2) Vedi il IV volume del Protocollo della Giovino Italia alle pp. 106, 171, 186,
187, 209.
3) Devo alla cortesia del col. Gianfranco Torelli l'aver potuto consultare copia di quelle Memorie, già conosciute dal Monti, che il Torelli dettò fra il 1883 e il 1884.