Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIA ; GIORNALISMO
anno <1925>   pagina <163>
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Vecchio giornalismo veneziano t6
del secolo nel quale viviamo. I quali grandissimi avvenimenti, ove se ne considerino quegli effetti che più cadono sotto gli occhi, dovranno senza alcun dubbio, essere chiamati, oltre ogni dire, funesti. Ma questa è la tegg dell'umanità che da un solo nome, né tampoco da una sola frase non può essere definito né quello che sogliamo dir bene né quello che sogliamo dir male. Sovrumane ebbrezze e promesse incredibili, eppure credute, e concordia di cose le ià incompatibili, e più fantastici sogni creduti avverarsi: e, poco stantie, diffalte: e quindi sconoscenze inve­reconde, o declamazioni ditirambiche, e scoramenti peggiori di morte: e prima e sempre, sagrifici inuditi, anche dopo là certezza che fossero vani. Per queste trafile passano i destini dei popoli, per queste si rende efficace quella perfettibilità la quale è virtualmente nelle anime umane. Imperocché i patimenti fanno che uomo senta la sua dignità : e sono scuole gli errori : e nel rovesciarsi di molte cose, molte riposte cagioni vengono in chiaro, storia vivente, la quale si svolge sotto gli occhi di tutti. E quegli è appunto carattere speciale dell'età nostra, del cono­scersi da tutti le cose proprie, del poterle valutare, del potersi avere da ciascuno a guida tante solenni memorie, pietre miliari che additano il cammino che si è percorso .
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Nella ricorrenza del Redentore, qui celebratasi festosamente il lu­glio 1858, la Triester Zeitung, descritta la festa, il baccanale, il Lido, ag­giungeva, COSÌ mal celata ansia: lo arrivo del treno straordinario da Milano apparecchiato per la solennità del Redentore fu, dalla fama sem­pre irrequieta, abbellito con ogni maniera di circostanze inquietanti che, finora, non si confermano. Una gioia veramente da carnovale domfoìSva* durante il viaggio, tra i 680 passeggeri, la metà dei quali Milanesi, mentre il rimanente componevasi di Bergamaschi e Veronesi. Alla stazione di Venezia una folla di Veneziani, fra ui molti giovani, attendevano gli Ospiti lombardi, fra i quali numeravausi e conoscenti e parenti. Si gridò evviva agli mmRfik non grande sventolar di fazzoletti da parte delle si­gnore. I Lombardi, sorpresi da questa inaspettata accoglienza, corrispo­sero al saluto nella stessa maniera, ina si astennero da ogni grido .
Però 1' Età presente a sua volta, di rimando, osservava nel n. 4 delli 24 luglio 1858 che i Lombardi erano stati 800, che non si erano limitati a saluti, ma erano venuti a strette di mano, a baci, ad ab­bracci, che molti *ana commossi fino alle lagrime.
E quali maligne interpretazioni temeva la Triester Zeitungf Si sa-