Rassegna storica del Risorgimento
VENEZIA ; GIORNALISMO
anno
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1925
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pagina
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165
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Vecchio giornalismo veneziano 1Ó5
Altra notevole corrispondenza dal Trentino è in data 31 agosto 1858 (N. io del 4 settembre 1858) dove, parlando dell'UhJand, di Hergweh, di Heine e della poesia nazionale e politica la cenno altresì d'una recente traduzione in tedesco di alcune delle produzioni del più illustre fra i nostri poeti politici contemporanei fatta a modo di prova dal poeta bavarese Paolo Heyse. Egli pubblicò questo lavoro, che chiama un tentativo, in un foglio letterario dove estese alcuni artìcoli intorno a Vincenzo Monti e a Giuseppe Giusti, scritti con quella profondità di pensiero e vastità di vedute che contraddistinguono i dettati dei più accreditali scrittori tedeschi e con una aggiustatezza di critica, che non è per solito in uso presso gli stranieri quando si occupano delle cose nostre. Questi artìcoli dell'Heyse colla traduzione di alcune poesie del Giusti furono riportati da altri giornali tedeschi, e si fece carico al valente critico di aver tradotti quei versi maravigliosi intitolati S. Ambrogio, senza apporvi un rimarco che disapprovasse lo spirito che domina in quel canto tutfc-altro che favorevole alla nazione alemanna. Se non che il bravo Heyse non mancò di difendersi e, senza mancare alle ben naturali simpatìe verso la propria Nazione, in una risposta inserita nella Gazzetta d'Augusta mostrò quanto fosse naturale che quello spirito animasse il Giusti, intorno al quale del resto egli afferma, ed è vero, essere sempre stato assente dall'animo di lui come da quello di ogni onesto Italiano, che pure sospiri la grandezza della propria nazione, ogni sentimento di odio o disprezzo verso qualsivoglia altro popolo (J,
Molto favorì T Età presente l'idea dell Annotatore Friulano di erigere, un monumento vivente, un giornale in cui si specchiasse tutto il sapere italiano, che fosse la continuazione del pensiero di Dante, il
(1) Non è questo il solo punto dove il giornale accenni, con mal celata nobile compiacenza, ai grandi italiani. A p. 205 (a. 13 del 25 settembre 1858) ricorda la bella figura del Troya che dopo i più romorosi e dolorosi dei nostri rivolgimenti sì dimise da Ministro ejÉetituzionale a Napoli e si ritrasse tra, E suoi libri nel silenzio della vita privata dove rimase fino alla fine. A p. 2e>7 dèlia stesso numero'-ricordato ancora il Giusti per la ricerca dì lettere iuedite che ne faceva a Firenze Gio. Frassi, nonché il monumento al Pellico che si avea intenzione di innalzargli a Salimo. Quel Municipio scriveva il giornale fece un onorevole ringraziamento alla sorella di lui per il dono di quei volumi del Dante e della Bibbia che consolarono la prigionia di Silvio e del Maroncelli, e di quei fcgli mandati loro per altro uso da Schiller e che essi resero atti alla scrittura col l'impregnarli di pane stemperato nell'acqua e col lisciarli dopo col cucchiaio; e dispose che fossero gelosamente, custoditi accanto ai volumi del Bodoni. A proposito della memoria del Pellicj lo Stefani, redattore del Mondo letterario)