Rassegna storica del Risorgimento
VENEZIA ; GIORNALISMO
anno
<
1925
>
pagina
<
167
>
vecchio*giornalismo veneziano sé?
quale, già con sua nota 6441 del 2 dicembre 1858, poneva sull'avviso la redazione del giornale.* incendiario.
Viste le tendenze suonava la nota che si palesano in vari articoli del periodico L'Età Presente, visto essersi mancato ripetutamente al dovuto rispetto nel trattare sopra materie interessanti la monarchia Austrìaca e coU'avversare le mire dell'I. R. Governo, ora apertamente ed "ora sotto m velo dei sottintesi, che non lasciano dubbio sullo spirito mtile del foglógferisto il disposto del 22 del Regolamento sulla stampa, l'Eccelsa Presidenza dell'I. R. Luogotenenza trova di dare col presente decreto al giornale, nella presenza del redattore responsabile, la prima formale ammonizione pei voluti effetti di legge .
Inerentemente al surriferito decreto, prestandosi l'I. R. Direzione all'intimazione (stile burocratico di quel tempo!) veniva fatto obbligo al redattore d' inscrivere la detta ammonizione nel << prossimo numero del giornale: -e invero fu stampata al n. 23, anno 1, 4 dicembre 1858.
Questa tiratina dJ orecchi non ispaventò punto il coraggioso periodico, che proseguì per l'incominciata via imperterrito.
Ad esempio in una corrispondenza da Torino del 24 gennaio 1859 così leggevasì :éirèà la denunzia di matrimonio (fatta nella Chiesa metropolitana dal Vicario generale della Diocesi) fra la principessa Clotilde ed il Principe Napoleone, in proposito d'una serata al Regio: la folla era immensa: la platea, i corridoi, le scale rigurgitavano di gente, i palchi erano pieni di signore elegantissimamente abbigliate, era un colpo d'occhio veramente magico, all'arrivo degli augusti personaggi, tutte queste signore alzarsi ed alÉeciarsI ai palchi per applaudire al Re ed alla Principessa. Mai vi fu tanto rumore e tanto entusiasmo di plausi che si protrassero per quasi un quarto d'ora. Il grido dominante fu quello di viva il Re.... .
È facile a capirsi quanto queste notìzie, lette nell'ardimentoso foglio, dovessero accendere l'animo dei Veneti aspiranti alla liberazione da tanti anni invocata. Così, in una nuova corrispondenza del 2 feb= braio, leggiamo': * A Torino molti piangevano alla partenza delle Principesse. A Genova le dimostrazioni furono calorose oltre ogni dire. Le vie affollate di gente, i balcóni tappezzati di arazzi e di bandiere, l'illuminazione splendi dissima* teatro affollatissimo! le acclamazioni incessanti... Al moiHénto della partenza tutta Genova era al porto ed alle spiagge, malgrado piovesse a catinelle, Quéste dimostrazione hanno un gran valore, poiché Genova non ebbe mai nome di essere troppo devota alla nostra dinastia e tanto maggior valore hanno queste prove di