Rassegna storica del Risorgimento
CUSTOZA ; GUERRA 1866
anno
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1925
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pagina
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184
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"4 VarUtk di pagine sparse
più volte mi ripetè, è quello della crisi che sì era determinata su patte delfronte austriaco dall'esaurimento di forze sotto la pressione, mquel momento vittorioso, dèlie truppe italiane. Non ricordo più esattamente la posizione. Vedendo le sue truppe cedere in quel punto, accorse scongiurando di tener fermo ancora pochi momenti, che avrebbe mandato rinforzi.
Di fatti potè ritornare poco dopo con un battaglione: l'unica truppa che aveva potuto lì per lì ritrovare ancora disponibile. Ma esso bastò almeno a dar respiro ai combattenti e rimettere il combattimento.
Questo episodio mi raccontava per dimostrarmi a che punto di esaurimento era venuta la fronte austriaca nel momento critico della giornata. E concludeva con queste testuali parole, parlando del contegno del generale Della Rocca: se egli, Della Rocca, avesse fatto avanzare un solo reggimento, la nostra ritirata diventava inevitabile . Sarebbe stato ormai impossibile fronteggiare l'avanzata italiana.
E questo rende tanto più evidente quali sarebbero state le conseguenze di qnella esplorazione davanti al suo fronte nella direzione di Sommacampagna, che il generale Mauri-Mori si meraviglia che il Della Rocca non abbia fatto fare. Egli dice: se l'avesse fatta fare si sarebbe facilmente accorto che davanti a sé non aveva che pochi cavalieri che inscenavano ima minaccia di forze che non esistevano affatto dietro a loro; e il Della Rocca avrebbe dovuto decidersi ad avanzare. Ora la frase a me ripetuta dal generale von Pùlsticher un solo reggimento bastava fa vedere che non era neppure necessaria l'avanzata delle divisioni, perchè una esplorazione fatta solamente con la modesta quantità di truppe sufficiente a renderla vigorosa per essere certi di vedere, avrebbe di per sé stessa determinato il ripiegamento della fronte nemica. Il che vuol dire sènza obbligare il Della Rocca a cambiare l'interpretazione data da lui all'ordine di tener fermo a Villafranca. Tale esplorazione pure diventando decisiva, non l'avrebbe obbligato, durante il suo svolgersi, a fare avanzare il grosso delle due divisioni che ha tenuto cosi gelosamente inattive presso di sé tutta la giornata. E si può aggiungere e supporre che quando avesse visto gli austriaci ripiegare, avrebbe finalmente fatto avanzare quelle divisioni. La divisione Principe Umberto avrebbe potuto allora assolvere quel compito che pare fosse nella mente del generale Della Rocca quando quel giorno a pranzo coi suoi ufficiali di stato maggiore a Piacenza nei primi della mobilitazione, pronunziava con solennità quelle parole che rivelavano il suo recondito pensiero sulla missione che intendeva dovesse avere la divisione del futuro re nella battaglia, come narra e interpreta il generale Mauri-Mori presente a quel