Rassegna storica del Risorgimento
CUSTOZA ; GUERRA 1866
anno
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1925
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pagina
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188
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Èeeenswtd
blìcando un manoscritto inedito, in Cui descrivesi da uno dei conducenti la barca di salvataggio, il primo tragitto lagunare di Garibaldi e dei suol compagni da Villa Zanetto del Bosco Elfceo alla casa di Paviero, porta nuova luce sulle circostanze che accompagnarono quell'avvenimento fortunoso e corregge gli errori e le inesattezze iu cui erano caduti i precedenti scrittori* Cosi, sulla fede di questo documento, afferma, tra le altre circostanze, che Garibaldi passò la notte del 3 agosto a Paviero, mentre, secondo la versione comune, avrebbe pernottato a Fos-sadiporto o ad Agostàj e in una tavola fuori testo traccia il tragitto lagnare del grande fuggiasco dal mare a Zanetto, da Zanetto a Paviero, da Paviero a Chiavica di Mezzo e poi alla Villa Guicdoli, presso Mandriole.
Varie note di particolare importanza arricchiscono l'esposizione tìratiGe la riproduzione dell'inedito documento. Nella maggior parte riguardano ricordi e tradizioni popolari non accertate dalla storia, sempre relative allo stesso episodio!; Inulti ma, iwèeg, ;:si riferisce alla breve prigionia di padre Ugo Bassi e del compagno capitano Livraghi nelle prigioni di Comacchio, dove, secondo, il biografo Facchini, il frate garibaldino avrebbe disegnato sulle pareti la figura divina di Cristo Redentore.
Nell'ultima fmW dell*opuscolo sono riprodotti documenti già noti, {jÉS rioni patriottiche còmacchiesi e anche i nomi dei cittadini che parteciparono alle guerre per l'Indipendenza italiana.
ERSIUO MICHEL
DECIO SILVESTRINI, Una tipografia del Risorgimento (S. Bonamici e C1. Losanna, 1845-50), con prefazione di Antonio Monti e documenti inediti - Bellin-zona, Tip. Grassi e C. editori, 1924, pp. VIII-168.
Di Stanislao Bonamici, livornese, che negli anni più fortunosi del nostro Risorgimento diede alle stampe, come editore a Losanna, opere di notevole importanza politica, e che ebbe, prima e dopo gli anni accennati, una vita molto avventurosa, si erano occupati vari scrittori, senza per altro far mólta luce intorno ai suol casi e particolarmente intorno alle sue benemerenze patriottiche. Decio Silvestrini in questo suo libro, di cui Antonio Monti nella breve prelazione fa conoscere tutta l'importanza, valendosi di nuovi documenti, chiarisce meglio il carattere dell'uomo, coi suoi meriti e coi suoi difetti, e illustra particolarmente il periodo della sua maggiore attività come editore politico.
La Tipografia di Losanna, rilevata dal Bonamici nel 1844, assumendo la parziale successione di Marc Ductoux, segui la sua curva ascendente negli anni 1846 e 1847, quando contava ben 73 operai; ma cominciò assai presto a declinare, avviandosi al fallimento e alla rovina con la stampa delle opere di Vincenzo Gioberti, dalle quali, invece, il Bonamici aveva sperato la sua maggiore fortuna. Colpa dello stesso editore, che aveva tentato l'arte tipografica, essendo