Rassegna storica del Risorgimento
CUSTOZA ; GUERRA 1866
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1925
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Recensióni
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sprovvisto dì qualunque conoscenza tecnica e sì era avventato nelle imprese di editore e di libraio senza avere altitudini commerciali.
Ma nei suoi brevi anni di vita, sotto la nuova gestione, particolarmente innanzi al 1848, quando i rigori dei (Qyelnirntìjnseàpfano ancora nei vari Stati italiani la libertà di stampa, la tipografia di Losanna aveva pubblicato un cospicuo numero di opere politiche, che avevano esercitato di qua dalle Alpi una benefica influenza, e il Bonamici, che dimostrò di-non perseguire nella sua azienda scopi prettameute commerciali, come scrive il Monili, aveva dato frutti copiosi della sua tumultuosa, ma generosa attivila editoriale.
Alla parte narrativa, che tratta cioè insieme della storia della tipografia e della vita del Bonamici, segue, nel volume, assai più ampia, la parte descrittiva, nella quale Decio Silvestrini, dando prova di grande diligenza, registra cronologica meute tutte le opere edite: della tipografia di Losanna nell'accennato periodo, e anche negli anni successivi, e porge intorna ad ognuno; particolari notizie bibliografiche. Più: importanti, per la nostra storia, quelle che riguardano gli scritti del D'Azeglio, di Filippo de Boni, del Manzoni, di Luigi Torelli, del Gioberti, di Leopoldo Galeotti, del Romagnosi, di Pier Silvestro Leopardi e di tanti altri. In questa parte, che ci sembra la più importante del libro* non solo è evidente nell'autore lo scrupolo della descrizione minuziosa delle opere e delle varie edizioni, ma molto opportunamente è fatta, per cosi dire, la storia di parecchi libri famosi e sono state anche rintracciate, per quelli di maggiore importanza, per esempio del D'Azeglio, le recensioni con le quali le opere stesse, al loro apparire, vennero fatte conoscere al pubblica 1
Per far poi cosa compiuta e per meglio chiarire alcune particolari questioni, nella terza parte dell'opera, quasi in appendice, sono pubblicati numerosi documenti, tra i quali varie lettere del Bonamici (una al Gioberti), la petizione di Mppó de Boni al Consiglio di Stato del Cantou Ticino circa la sua espulsione (Gapolago, 25 marzo rgsi) e la sottoscrizione di un Comitato losannese in favore della rivoluzione italiana (25 marzo 1848) che dimostra quale e quanta simpatia avessero 'i desi per la causa della nostra indipendenza.
Questo libro di Decio Silvestrini, cosi ben condotto e così compiuto nelle sue varie parti, merita ogni lode e fa sorgere spontaneo l'augurio che si possano presto avere altri simili contribuì sÀstoria delle ipografie patriottiche italiane.
-ERSILIO MICHEL