Rassegna storica del Risorgimento

1876 ; BOLOGNA ; DESTRA STORICA ; NAPOLI ; MODERATI
anno <1925>   pagina <231>
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La disfatta della Destra
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slttar subito la vasta portata della sconfitta, né scegliere e adottare i provvedimenti opportuni per evitare Io sfacelo (x). Fondato lo stato e liquidate le spese di quella fondazione, il compito sarebbe stato di per­fezionare, .correggere e rassodare l'edificio tanto faticosamente costruito. Ma per svolgere questa seconda parte dell'opera grandiosa, era neces­saria la massima compattezza [e omogeneità e il massimo spirito di sa- orificio in tutti i componenti dell'organismo. Purtroppo, invece, la fu­sione degli animi era venuta a mano a mano sempre più affievolendosi ed ora, dopo la sconfìtta del 18 marzo, il pericolo di una divisione ap­pariva in tutta la sua tragica gravità. Coloro che seguivano attentamente le "vicende del partito e ne conoscevano l'intima struttura non nascon­devano le loro apprensioni di una vicina, ineluttabile catastrofe. Le in­certezze, le intolleranze, le diffidenze i >ss.enst.si erano fatti, sopra­tutto dopo il 1870, tenaci e profondi; due anime, due mentalità diverse* EU erano venute delineando nel partito e minacciavano di rendere ine­sorabile il contrast0eomj)ere quella unità che, dato il trionfo degli avversari, era assolutamente necessaria per il bene di tutti. Conciliare le tendenze e le aspirazioni degli elementi vecchi con quelle dei giovani era tutt'altro che facile. (ìli imi, figli dell'età eroica, attori nel gran dramma nazionale, proclivi al dottrinarismo e incanutiti nel costante pensiero della patria italiana, rimanevano fedeli alle loro idee, alle loro tradizioni, e, orgogliosi del loro passato e delle lotte sostenute e vinte per la libertà, chiusi nel loro esclusivismo, non sapevano nascondere; il loro corruccio,,; i loro disdegni verso l'irrequieta falange dei nuovi ve­lluti. Questi, òifcrà parte, che non avevano conosciuto le ansie, le ri­nunce e le sofferenze degli anni della grande passione, rifuggivano dalle consorterie, si mostravano transigenti e mal tolleravano il contegno e l'atteggiamento di superiorità dei lóiSQ vecchi colleghi.
L'antagonismo tra le due correnti si rivelava nella disparità del ca­rattere e negli scopi polìtici da raggiungere. Il contrasto tra il passato e il presente non poteva non impensierire coloro che avevano assistito al tra­vaglio dell'Italia risorgente ed erano vissuti in un'atmosfera tanto diversa.
j(i j: La Destra espva duramente l'illusione, forse necessaria e prowidenv aiate,,ài ieonfwidere fa propria personalità coli'utilità dell'intero paese. Chia­mata al sommo potere della cosa pubblica nel periodo che immediatamente succedeva all'impeto della Rivoluzione, essa dovette partecipare a tutte le illu­sioni, a tutti gli errori, a tutte le pericolose responsabilità di una dittatura or­ganizzatrice esercitata per tg anni colle forme della leganti rappresentativa . " J3r, SBARBALO, // parlilo Conservatore, fot JÈte mrppen, voi. XV, fase. XV, 16 ottobre 187Q) p. 693,