Rassegna storica del Risorgimento

1876 ; BOLOGNA ; DESTRA STORICA ; NAPOLI ; MODERATI
anno <1925>   pagina <232>
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Romolo Qutusza
E questo dualismo tra la vecchia e la nuova generazione si notava dap­pertutto, ma specialmente a Napoli e a Bologna, dove le passioni e le lotte politiche e sociali rivestivano un carattere assai vivace. Nella me­tropoli emiliana la caduta del Minghettì aveva destato impressione pro­fonda1 e addolorato gli amici e ammiratori dell' insigne statista. La con­tessa Caterina Pepoli Tattìni, che soleva raccogliere intorno a sé gli uo­mini più rappresentativi del partito moderato cittadino, non nascondeva il suo malumore per l'avvènto della Sinistra al potere e non tralasciava di esprimere francamente agli amici, la sua sfiducia nell'elemento giova­nile che, invece di dedicarsi con serietà a cose utili, trascorreva il tempo in divertimenti e in gare infeconde. Il i maggio 1876 scriveva al Ca­pitelli : Sono perfettamente del vostro avviso sul giudizio, che mi date del ministero di Sinistra- che ora ci governa o sgovernate 'Ho pensato anch'io per quel póè; che posso capirne, che giunti al potere gli uo­mini di Sinistra non potranno accontentare tutti quelli di cui hanno accarezzato le speranze a detrimento del governo di Destra.... ÌlJÉfe' cotera, che per me è un vero Rabagas, mostra quale salda convin­zione reggesse le sue idee, quando gridava contro l'Assolutismo del go­verno. Ora proibisce i meetings (1) e eredo diventerà l'elemento più as­solutista del Ministero. Le nostre speranze debbono essere certo negli uomini del centro e del settentrione d'Italia, ma non si lasceranno essi sopraffare dall'inerzia? Speriamo*!! nOj ma io vi assicuro che non veggo color di rosa (2). Per me che sono cresciuta in mezzo ad una società
(i) Il 23 aprile aveva proibito un comizio popolare a Mantova, convocato affinchè i cittadini potessero inantfestare liberamente il loro pensiero sulla tassa del macinato.
(2) Anche l'on. L. Berti non nutriva nessuna fiducia nel pixovo -Ministèro. Egli il 16 maggio scriveva da Bologna al conte Capitelli : Mi auguro che non si rendano difficilissime le condizioni d'Italia, ma non sarei schietto se non dì-cessi che nella mia dimora alla Camera mi apparvero oltremodo inetti gli uo­mini che ora sono al governo. Né dovrebbe avermi fatto vèfó Tla passione :.~. sendo abituato a stare in guardia e ad esser largo nei giudizi sugli avversa!*: proprio l'impressione fu penosa al cuore di un patriota che vorrebbe in ogni caso alto il prestigio del governo della nazione. Se potesse avvenire che l'aves­sero indovinata i vogliosi dell'esperimento e che si dilatasse il novero degli uo­mini atti a reggere lo Stato vi assicuro che sarei lietissimo di confessare il torto della sfiducia verso degli attuali Ministri, e li benedirei ancorché riuscissero solamente discreti . Cfc. m M :- Berti da Bologna al conte Capitelli del 16 maggio 1876. Race, '-tiì fatò. M uomini' politici,, *p.: JW> ASthv privato Sapir telli-Quazza.