Rassegna storica del Risorgimento

1876 ; BOLOGNA ; DESTRA STORICA ; NAPOLI ; MODERATI
anno <1925>   pagina <248>
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Romolo Qtuusaa
gravi dissensi e di un prossimo sfacelo della vecchia Associazione uni­taria, provocando da parte dei dirigenti energiche proteste e smentite. Il 22 giugno, adunatasi l'assemblea per udire le comunicazioni del Con­siglio direttivo riguardanti la lotta elettorale amministrativa, il Capitelli, dopo aver illustrato l'opera svolta nella circostanza, smenti recisamente con calde ed eloquenti parole che il partito moderato fosse fiacco e ino­peroso e dichiarò false le notizie divulgate, intese a Jar credere che l'Associazione fosse per sfasciarsi: anzi, dal 18 marzo in poi, il soda­lizio si era rinvigorito accrescendo straordinariamente il numero dei suoi soci (1).
Ai due giornali, la Perseveranza e il Corriere della Sera, che in due corrispondenze da Napoli avevano mosse aspre critiche alla parte moderata e specialmente ai capi, rispondeva vivamente il 26 giugno la Gazzetta d* Italia: Quegli egregi/.corrispondenti hanno voluto imitare la mamma amorosa che a furia di strapazzi e di bevande nauseanti vuole salvar la vita al suo bimbo malato, ma l'occasione non era opportuna, né le circostanze di fatto che hanno determinato il giudizio dei due egregi corrispondenti sembrano esattea L-'on. Pisanelli e il conte Capitelli
(1) Cfr. La Gazzetta di Napoli, 23 giugno 1876. Il Fan/ulta il 26 giugno recava: Ha preso, una cantonata chi ha tirato un oroscopo oscuro sulle sórti della Unitaria. Il partito moderato non è in agonia; né fon. Pisanelli, riè il conte Capitelli hanno ancora chiesto al cavalier Ramognini da Alba un posto distìnto per seppellirlo (il partito non il cavaliere Ramognini) lassù sul verde colle di Poggioreale. La confessione non ha messo in iscompiglio l'Unitaria; né i molti soci, avanzi onorati di Sadowa del 18 marzo, hanno liquidato le loro pensioni di ritiro; né1 l'ingegnere Dini ha affisso sulle granitiche murai -amm siede sulle cose di Napoli l'Associazione Unitaria il còlòssàlèi appigionasi E più avanti; No, Fanfulla mio, non è esatto che qui sì è per morire. Anzi vedi caso notevole, in questa lotta elettorale ehi mostrò come i più ardenti moderati desiderino di divorar la lista progressista (compreso lo scarno Moccia e il pafluto Faraone) fu il pacifico, il quieto Pisanelli. Chi si levò contro il par­tito dell'astensione fu l'on. Pisanelli. Chi infiammò i nuovi trecento delle Ter­mopili, che piacciono tanto al Corriere della Séra, WM iconte Capitelli, del quale non riferirò laconcione, ma garantisco in paròla di galantuomo che essa potrebbe essere messa, senza fare oflesa alla storia, sulle labbra di quei bravi capitani che non contarono mai i nemici, e che di fronte al numero maggiore dissero: Il nostro debito non è di vincere, ma di combattere è di farsi ammazzare. Be­ninteso che l'ori. Capitelli scelse per lui e per i suoi il combattimento e la morteir.; ma a colpi di schede .