Rassegna storica del Risorgimento

VALERIO LORENZO
anno <1925>   pagina <265>
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Il Carteggio Valerio nel Risorgimento 265
efficacemente il ritorno di W -df esilio nel '48, e contribuì sopra ogni altro ad aprirgli la via al potere; giudicato: dal Mazzini, che pur l'av­versava : una delle migliori avéne tlte io mi conosca in Torino** .
Infine a dimostrare in qual costo fosse egli tenuto dallotesso '' vour, bisognerà rammentare, a titolo Sonore, che questì>; {Innenlieato l'accanito, irreconciliabile avversario di un tempo, aveva proposto di mandalo in Sicilia come prodittatore a fianco di Garibaldi, in luogo del Depretis.
Depretis, m II Cavour ide park, né, sjaiaeeeà ;ad alcuno di ri­leggere la sua parola sàÉ;- Ifepres è stato mazziniano prima e dopo il '48. Era, non è molto, in corrispondenza col Mazzini, e rifuggì sempre dal disdire in. modo solenne e pubblico il Profeta. Di più, sotto forme ajugfcerej: >e ad onta* di modi che parrebbero indicare un carattere risoluto, Depretis è un uomo indeciso,. iìesoiuto, che non sa affrontare l1 impopolarità. Ha ingegno ina, 'difetta di studi politici che valgalo ad abilitare di giudicare dell'opportunità degli atti che sono d'indole inter­nazionale. Sarebbbe un ottimo esecutore sotto nn capo deciso. Valerio fu ed è democratico spinto, ma non e non è mazziniano o repub­blicano. È deciso, ardito, orgoglioso, sa urtare contro i pregiudizi po­polari e resistere agli impeti della piazza. Italiano quanto e più di De­pretis, saprà però valutare le considerazioni -esiopee che si debbono tenere a cao G, ;CÌHAJV.. Lettera al Persano, 6 luglio 1860).
Però nonostante (così solenni raccomandazioni fatte dal ministro, an­che in nome del Re, al Persano per indurre Garibaldi alla scelta desi­derata, non sappiamo con quanta buona'. vópà- l'ammiraglio si accingesse a parteggiare per un uomo che il 5 gennaio 1853 aveva osato rinfac­ciare in Parlamento al futuro vinto di Lissa l'investimento della piro­fregata Qovérnolo nell'ai fondo di Genova; il fatto si è che Garibaldi tornò a richiedere il Depretis e Settenne (luglio '60). Donde questa ingiusta preferenza a danno di un' dei più vecéMI e fidati amici? La spiegazione è data dall'avversione che Garibaldi nutrì' eonfcr/o tutti co­loro che ebbero più o meno parte né.-.eo.ntrarre il suo disgraziato ma­trimonio con la Raimondi, il 24 gennaio 1860 a Como.;; e poiché il Valerio ci WM mote implicato, quale testimone alla celebrazione del rito religioso, e quale governatore di Como (sebbene da pochi giorni), Ga­ribaldi lo, Scolpava di non averlo salvato da un simile infortunio, né se ne dimenticò mai (Cfr. A. Lezio, Garibaldi, Cavour, Verdi, p. 41 e sgg,; G. FINALI, Le Marcitisi Ancona; È8/82).
Ma il Cavour quasi per ricompensare sé stesso, più che il Valerio,