Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1925
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pagina
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293
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II Comitato centrale siciliano di Palermo
(1849-1852)
I
LA REAZIONE DEL 1849-50
Gli ultimi giorni della libertà satana furono, come sempre, inquinati da somma confusione, ignavia e atti deplorevoli di villa: Mentre il Partito democratico o di azione, del '.quale solo ci occupiamo in questo studia, (cerea di arginare il disastro, non da esso provocato ; mentre quello moderato',, che detiene il potere, è sopraffatto dàlia;, impreparazione e dalla disorganizzazione .che da pes tutto si estende; i pusillanimi, i falsi liberali, i politicastri intriganti, gli ambiziósi si affrettano a mutar bandiera, a tentare di arraffare il potere, a maledire, a perseguitare coloro stessi che li avevano accolti nel loro grembo e li avevano beneficati ed innalzati. La massima confusione regna sovrana dovunque. Il popolo crede di essere tradito; e in pari tempo si lascia ingannare.
Mi sono ricordato , gerafàe- da Malta il 12 agosto 1S49 a Rosa-Uno Pilo, già rifugiato a Genova, il ministro delle finanze dell'ultimo gabinetto liberale sielianp:, Vincenzo; Di Maio che degli ultimi giorni, foste pregato, per disposizione del Presidente e di tutto il Consiglio, dì recare onze 2000 al campo di Castrogiovanni o piuttosto; a.qnella misera soMateseai-, disfatto,' e sperperata, senza pure vedere il nemico ; presso cui erano Commissario del potere esecutivo, il Tedeschi, alti commissari Pietro Marano e Benedetto Venterelli, e chirurgo in capo il dott. Valentino Mott.
Il Pilo, già dimessosi dal grado di maggiore di artiglieria, compì infatti con disagio la sua missione presso quel corpo ch'era composto di 2.100 uomini con 9 pezzi di artiglieria da montagna da quattro,