Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1925>   pagina <295>
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N Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-1852) 295
avrebbe potuto far maggior resistenza ai borbonici, sbarcati in numero di 25.000 con 48 cannoni. Invece appena udirono le capitolazioni in-cruéntedi'gifacusa e Catania, appena il filo l'ebbe lasciata, per tornare alla capitale, si sbandò senza resistenza alcuna, senza aspettare che giun­gessero i volontari della leva in massa accorsi per sostenerla. Oh ! era
Uh capitolo della storia della rivoluzione Siciliana del 1848 e 184.9
Lg. narrazione cfié io dò alla luce ha per scopo di fare conoscere a tutto <r il mondo le cause delle sventure che rovinarono la Sicilia nella sua campagna di aprile 1849.
Io non scrivo punto per fare una apologia della Sicilia. Se questo avesse stato il mio pensiero, questa narrazione non avrebbe comparsa che al sèguito di tutti i fatti? S'armi gloriosi del 1848, perchè gì* uni e gl'altri formano il soggetto di due capitoli separati della Storia della rivoluzione siciliana per la quale io; lavoro.
Per il momento io amo meglio occuparmi di un disastro che di una vit- toria: dapoicchè le lezioni d'uno sfortunio sono più profittevoli che quelle della prosperità. Dapprima la giustizia esige che la luce sia fatta sopra que-
* sta sventurata campagna. L'onore della democrazia italiana lo reclama: egli non può permettersi che s'aggiunga l'ingiustizia d'un oltraggio al dolore d'una sconfitta.
I fatti che io espongo sono attìnti scrupolosissimamente dai documenti officiali, dalle mie memorie ben precise e finalmente dai rapporti coscenziosi e chiari elite io devo alla gentilezza dei signori Colonnello S. Rosalia Ascenso,
* Maggiore Alfonso Scalia, Capitano dello Stato Maggior Venturelli, M offi-c ciale al battaglione dei Cacciatori, stranieri, luogotenente di cavalleria Vas-c saìlo e. di altre persone degne di tutta fede. Questi signori mi hanno rapportato 1 fatti sopra il Iota- onófce ciascheduno per la parte', che ne furono testimonii e oculari. Io' Sòmt-àattìÈzató in lóro: no"m.làptere MnW sì formale protesta.
- Ecco un popolo che ha combattuto per lo Corso di quindici mesi per la causa della libertà contro delle forze dieci volte più numerose. Per questa. causa egli ha prodigato il suo denaro ed ìl ;Su;o sangue, Egli ha saputo so-
* stenere senza macchia alfeanà' il SUO stendardo nazionale iiialfano. Lontano di . imbrattarsi idi iunaiÉSÌa gttecia di sàngue !He, questo popolo à riconosciuto dei fratei e.: non ?<SeiJ;jierM*tlll-,SL ì migliaia di prigionieri che la fortuna delle armi avea fatto cascare 'va suo potere. D'un colpo egli si è lanciato dalla schiavitù la più brutale al suffragio universale, alla abolizione delle imposte che gravavano sul pane dei poveri;, alla libertà illimitata della stampa, al d i-
* vEitj?-Mfe riunioni : petizioni. uesfà p:opó> alla fine ha avuto. là forza di resister a Sdpt consigli tristi, egli; é tfèrgine; emanando dà fonti le squaliiatfe tribuivansijjtto il peso e tutte l'autorità- d'un.'ondine. Invece di piegarsi a