Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1925>   pagina <299>
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ti Comitato centrale*siciliano di Palermo (184.9-1852) 299
genti, D. Francesco Gioeni di Girgentiy D. Giovanni Gramitto di Gir- geniti, D. Francesco De Luca di Girgenti, D. Raffaele Lonza di Siracusa. Misilmeri, 11 maggio 1849.
<< Il tenente generale comandante il corpo d'esercito delia reale squadra firmato: PRINC. DI SATRIANO
Il Municipio si affretta di rendere noto tutto ciò al pubblico per intelligenza.
Palermo, 11 maggio.
Per il Pretore ANTONIO CHIARA MONTE DI BORDONARO
Naturalmente, partendo, pregò gli amici, e specialmente l'aw. Fran- cesco D'Onofrio; pregò il fratello Luigi, più esaltato degli altri-suoi con­giunti, a informarlo degli eventi, che sarebbero seguiti dopo la sua par­tenza. E, nonostante che persino l'amata sorella Annetta, unitamente alla cognata Rosalia contessa di Capaci, tentasse, anche più tardi, di metterlo in guardia contro di lui, scrivendogli: Vi prevengo che vi fidate di Luigi, giachè è ràgazo e fa cose da ragazo... Ali vostro solito, sape­re tevi regolare. Da me il detto non li; .vfeiie mai; SÉ più di otto mesi che non lo vedo; giachè voi sapete che la sua testa non è tranquilla e opera sempre per rovinarsi le sue averi... egli gli presta fede co­me gli aveva prestato quando a Regalbulto aveva ricevuta la seguente lettera :
Palermo, 9 aprile 1949. Cariss.o Rosolino,
Due parole per conoscere lo stato di tua salute e qualche cosa,
se lo potrai, della Patria nostra in questi supremi momenti. Qui que-
sta mane vi è stato proprio un lutto indicibile il quale faceva proprio
dolore. Io unito con Ferro fino dalle ore duodici della mattina non
abbiamo fatto altro, jper quanto il cattivo tempo ce l'ha permesso,
correre in tutti i diversi punti rincorando il popolo, al quale ancora
infamemente da vaglisi a credere delle notizie inviluppate sulT inf. Ca-
tarala caduta. Fummo poi da Calvi, il quale avea consigliato il Pne-
sidente del Governo mettersi egli stesso in marcia, e con delle masse
a più non posso piombare sopra Catania e distrurla s'era possibile.
Il Presidente rispose esser pronto a qualunque sagrifizio. Poscia vi
fu la riunione da Seordja, ove si parlò primieramente dello accaduto