Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1925>   pagina <310>
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Eugenio Casanova
blicato in Palermo a home del Parlamento nostro, e che finisce colle terribili parole di Siciliani I alarmi ! Io- .ne ho ricevuto una copia da Malta, I nostri di quivi, fra le catene e gli Bferi, san fare più di noi!
E ancora Pietro Marano :
Valletta, 22 dicembre 1849. Mio caro Rosolino,
Il rapporto, che ti è stato fatto riguardo agli aristocratici che fan la corte a Carlo (i. -t per quanto io me ne sappia, molto esagerato. Io so che tra quanti emigrala m sono in. quest'isola, due soli fanno delle solenni scappellate al Borbone, dandogli, come mi viene assicu- rato, dell' Eminenza. Sono due miserabili tutt'aftro che aristocràtici: certi Cianciolo uffiziali superiori dell'esercito siciliano;.- . qjiesj sciocchi sai perchè mostrano siffatta devozione al fratello del tiranno di Na- poli? Perchè un tempo subirono l'influenza.d'un imbecille ubbriaco per nome Feraandez; il quale vuole ad ogni costo- regalare alla Si- cilia il re Carlo: Borè'tìne sotto la protezione dell'Inghilterra. Questo matto di Fernandez trovasi attualmente in Genova. Non è- nomo da spenderci un pensiero,: pecche stolto ed imbecille in grado superlativo. Pure, guardatevene, perchè aborrisce fieramente coloro che aspirano alla repubblica ed alla nazionalità italiana; e su questo riguardose?. capace di fare mille denunzie.
La belva napoletana infierocisce sempre più. Il giorno S di que- sto mese in Catania furono arrestati trentatrè onesti cittadini, e la notfte stessa furono condotti, insieme con altri prigionieri politici che erano nel carcere di Catania, nella cittadella di Messina. Tra gli ar- restati v'ha il canonico Coltrano, vecchio venerando d'anni ottantadue, e Sebastiano Carnazza. Pochi giorni dogo., quattrocento soldati mar- ciarono da Messina ala: volta 'di Catania-. Questa notizia- eì giunse col vapore del quindici. Ancora non sono arrivate altre lettere, che at~ tendiamo con grande ansietà per conoscere come precisa ineriate è data la cosa. Ir ventura tii ÌMtià0 questo proposifo, laffinchè cu* <r cassi di pubblicare in qualche giornale qtìeTstfata: .iasto del clemen- tissimo Borbone di Napoli...
Scrivimi e fammi sapere se costì; i arrivala un scartafaccio, in cui Nino Miloro narra a* posteri le sue gesta. Bisogna! Seggere quekj sta carnevalata per farsi delle grosse risate. Io vi soft trattato come un Miloro- può., ilratte un galantuomo. Nientemeno che io, Pietro Ma-fi) Principe , Capua, fratelta di Ferdinando IL