Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1925
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pagina
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317
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-"Comitato centrate siciliano di Palermo (1849-1852) 317
L? stemmio, ma è U colmo del dolore che mi porta a questa degradante passione. Noi per concludere siamo: vivi vivi chiusi in un sepolcro. È quando penso che noi eravamo liberi, noi avevamo fiaccato l'orgoglio di quella genia infame e l'ambizione di un solo ci portò a tali con- seguenze credimi che Tira in me diviene furore,
Non mi mandasti più la promessa copia della Memoria: perchè?
Salutami i miei Orlando. Abbracciami Pcppinello. Ricevi un ab- braccio affettuoso dalla famiglia mia che, intenerita della tua caris- sima lettera,: iion ti ricorda senza versare lagrime di sincera amicizia.
Addio, mio caro araièo nelle disgrazie siamo superiori a noi stessi, mentre pria, di morire un solo officio ci resta: cercare o almeno tentare che la virtù trionfasse e la. libertà, ingigantisse.
Amami e credimi
tuo amico FRANCESCO D'ONOFRIO] P
Dal lato suo, Pietro Marano altri dolorosi accenti profferiva, il 21 gennaio, dalla Valletta;
In Sicilia seguitano più fieramente che mai le persecuzioni e gli M atti d'una tirannide cieca e furibonda. La cittadella è pièna di pri- gionieri politici. In un solo bagno ve ne ha da cento cinquanta. Gli arrestati dì Catania ei scrivono che un giudice, noto per infamie an- tickè-: >e niig un taJNi.colsi, sta compilando una- processura, con- tro M lom* Ma che processura per Cristo! Son diabolici ritrovati de' satelliti' di- Ferdinando per depurare la Sicilia da gente a loro mole-<< stissima. Vedremo come irà terminare!
Naturalmente, tutte quelle esorbitanze dovevano condurre a qualche scoppio. Il popolo, esasperato e sballottato dai suoi dirigenti, diversi d'umori e sentimenti, poteva ibMSÌ? eojiivenkeinnn luogo con intenzioni anche pacifiche, ma nessuno poteva ormai più dare affidamento dell'esito di tali riunioni per poco che intervenissero i birri. Cosi avvenne che se le precauzioni straordinarie prese dal Filangieri pél112 gennaio, anniversario della rivoluzione,, riuscirono a smorzare ogni velleità di manifesta- zieme per quel giornoi la- medesima quiete non si;verificò pel 27 fissato, come abbiamo dimostrato,, .efe inajferrabili eojLwentieole a dimostrazione dignitosa dei': sentimenti del popolo di fronte alle spavalde affermazioni di quiete id ipròelami del Satrj'ano. Mentre il D'Onofrio e altri con lui speculavano forse sulla quiete che avrebbe dovuto regnare alla Fiera-vecchia, donde poi la loro sorpresa e I loro dolore dopo recòidioii Domenico Minnello era pronto a sostenere colle armi i cóngkrati usciti