Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1925>   pagina <324>
immagine non disponibile

324 Eugenio Casanova
con loro vergogna e nostra. Ed allora, rinforzati più nella opinione che nella forza materiale, potevano passare'-iS Tepublicanisimo sotto la leggi tima ragione che dovendo sostenere la decadenza da un canto e non potendosi da un altro venire ad un secondo rifiuta di re, ci voltavamo al vero reggirae libero.
Per cui, mio amico, diciamo che allora eravamo tutti ubbriachi e che sbagli se ne commisero da tutti.
La vostra lettera ed altre consimili alla vostra hanno trattenuto e trattengono lo scoppio di una seconda generale rivoluzione. E ciò ) vi-, assicuro con molto pericolo: poicchè il dispotisimo non lascia ogni giorno proseguire nelli arresti; e, Dio non voglia che i veri capi di tanto lavoro non tfenghinó; scoperti. Tutto è pronto, e non si aspetta che l'emegrazione, che deve sapere più di noi, ci dia il segnale di sommossa, ciò che voi assicurate farcì pervenire. L'emigrazione tra-<< vaglia libera, ma noi di dentro travagliamo COn immensi pericoli; pe-t ricolo che più che all' individualità possono nuocere a questa terra di sventtaie. Ond'jè che a nome dell'intera Nazione vi prego di far co-
* aroseere all'emigrazione, che -si rammenti l'emigrazione polacca, ed aumentando di zelo, quella superi e noi salvi, noi 'che non stiamo <L neghittosi.
In punto mi si assicura che il governo sa che vi sono capi al­ia: l'opera e che forse di qualcuno se ne sa il nome. Dio non voglia! Dite ai moderati, se ancora ve ne sono, che non si scandalizzino se
* il battesimo della rivoluzione, questa volita,, sarà tale da ripararne la mancanza avvenuta nel 1848, causa vera della nostra rovina. Tenete per certo che un terzo di Palermo è spia. Bisogna tutto purgare. Sì purgherà!
Domenica, alla Flora, vi fu una piccola pacifica dimostrazione, cioè una sessantina di persone abbracciandosi reciprocamente si scara- biaro dei mazzetti à" tre colori; ma immediatamente disparvero.
Attendo con impazienza vostre lettere. '' Stimate di cuore 11 vostro amico .
Quelle persecuzioni, la condizione di cose che ne derivava, avevano reso insopportabile la vita in Sicilia ad ognuno che avesse sentimento. Dall'inacerbirsi continuo delle misure di polizia, che, anche attribuen­done gran parte a malvagità e paura, dovevano pure avere una qualche occasione per essere applicate, si deduce che l'esasperazione del popolo era al colmo, e frequenti erano i (remiti che ne conseguivano. Sull'ardore della popolazione soffiavano certo alcuni degli elementi che avevano pre-