Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1925
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pagina
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325
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Il Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-1852) 2
parato la dimostrazione del 27 gennaio e altri nuovi che il furore della repressione univa ad essi Diventavano sempre pia numerosi e più ascoltati; ma forse non ancora disciplinati. Siche, ubbidendo ai loro sentir menti senza pensare di coordinare la loro azione spingevano il popolo a eccessi, che avrebbero potuto riuscire nocivi alla causa nazionale. A frenarne l'esaltazione, a ritardare; lo scoppio di moti inconsulti e pericolosi ebbe a penare enormemente il Pilo, pur ripetendo, per non scoraggiarli che i tempi maturavano è- mostrandolo con lunghe considerazioni sulta polìMea etìropeà.. Ma egli ed i suoi amici ben capivano che se non avessero inquadrato quegli elementi) Se non avessero coordinato l'organizzazione a quella di Genova ;e a quella di maggiore autorità ancora ed importanza delYiAksmiazione N'azionale del Mazzini, non so? lamente non sarebbero riusciti a dare un indirizzo conveniente ed unico al partito in Sicilia, ma avrebbero corso il rischio di perdervi ogni ei-et dito e quindi di non poter più farvi cosa né tentativo alcuno. Ond'è che trattando in quel torno col Mazzini per dare un'organizzazione al Comitato di Genova; on si scordavano dell'organizzazione interna della Sicilia, come può leggersi nella Professione di fede e nella lettera del 17 aprile, già da noi pubblicate.
Per correggere le idee espresse particolarmente dal Comitato di Genova Giuseppe .-Mazzini scrisse e consegnò a Luigi Orlando, andato a trovarlo a Losanna, le lettere del 24 aprile. Per spiegare lo sviluppo dell'Associazione Nazionale, rispondere ai dubbi e agli incitamenti della lettera 17 aprile, approvarej.j correggere il programma sottopostogli e lasciare agli emigrati in Genova piena e intera libertà sull'ordinamento della cospirazione in Sicilia, dettò e consegnò all'Orlando, parimente, la lettera del 23 aprile, che qui per la prima volta riproduciamo.
23 aprile '50. Fratelli,
Vi scrissi, rispondendo alla vostra del marzo, l'undici di questo mese, ma temo che un incidente abbia messo ritardo all'arrivo della lettera in vostre mani. Vi verrk non di meno. Intanto rispondo alla vostra del 17.
Il progetto che m'inviate è buonissimo per sé; ma è in dispensa- bile una modificazione: deve replicarsi dovunque sHniziano lavori, non dove sona già iniziati e potenti. Non possono, senza perdere un tempo prezioso e senza cacciare l'incertezza dove non è, ricorrere al sistema comunque ristretto dell'elezione dove una potestà rivoluzionaria è già avanzata e potente per lavoro operato. L'Associazione Nazionale è da