Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1925>   pagina <331>
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// Comitato centrale milìmio dì Palermo (1849-1832) 331
potendo impadronii del mittente k polizia aveva rinchiuso il destina-taiÉnel fece (iella Castellupda colla lusinga .di arargli di bocca i se­greti che conoscesse.
Questa ..lettera -sfera incrociata con una del D'Onofrio a Rosalino; nella quale quegli l'avvisava -a-verigl'i lungamente descritto lo stato dei Siciliani m precedente lettera affidata al capitano Fardella; ed, es­sendo privo dì notizie sue e della politica; generate,, lo fregava di scri­vergliene, perchè nel paese se ne spargevano di quelle, che mettevano molta apprensione, epme, ad esempio, la marcia dei Tedeschi su Roma. Ciò che costituisce la ;< /grande speranza dei Siciliani è lo stato della nostra finanza, non aitante ila immensità dei balzelli, cke.superano le , ì?3?é di un popolo estenuato da un continuato martlÉo. Siam ridotti che gli impiegati e i; pensionati non possono essere sempre pagati. Tutto viene ingoiato dai militari. E questo stato di assedio spaven- ievefle ci condurrà al totale fallimento. Questo, io diceva, è la più grande speranza *Ée M eoneepisèa* g3aéfc: tu, certamente, non l'i- gnori che le più grandi rivoluzioni del mondo sono state causate dal << deficit finanziario >.
Queste parole uscivano dalla penna di un uomo che il Pilo, il Crispi e la maggioranza dell' emigrazione siciliana stimava ed amava per le sue virtù, per il suo patriorisnio, per/equtiibr-io della sua mente; mentre da Domenico Minnelli abbiamo sentito la voce di coloro che sospettavano di lui, se ne fidavano poco non per lui, ma per la fama di spia acquistatasi da un suo fratello. Alla stessa stregua il Minnelli avrebbe forse dovuto dubitare anche di Rosalino, il cui fratello Ignazio era cotanto ligio al Borbone, da essere parecchi anni dipoi uno degli ultimi a rimanergli fedele!
Comunque, quella divergenza di opinione sjil D'Onofrio indica a sufficienza come ip seno alla fazione più ardita degli isolani diversi fossero ì modi di vedere le .'.cose e di combinarne la soluzione* 'Certo è: però che gli emigrati della tendenza del Pilo e del {Sciapi non parte­cipavano ai sospetti del Minnelli e col D'Onofrio speravano di concordare tale una azione di propaganda e di preparazione da rispondere alle loro aspirazioni.
Prova ne sia la lettera che il Crispi gli scrisse e che fu causa di
tanta jattura per'U Dmst
La lettera di questo, or ora riportataj pervenne ai Rosalino; 'B' ÉÉ luglio, In pari data, pur troppo, gli giunse anche l'avfc seguente: mandatogli' la 'M. Mammà Palermo.