Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1925
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pagina
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336
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w
Eugenio Casanova
di aver ragione, noi desideriamo che gli animi al tranquillino e che
soffrano con rassegnazione le scosse conseguenti sé. ogni ristorazione dinastica. Gli uomini, preposti alla cosa pubblica, anzi che vendicarsi di una rivoluzione, della quale anch'essi- furori causa e che non se]*. pero evitare, avrebbero potuto. è vero esser meno intolleranti in .politica: ma ciascuno ha lé/tpe teorie pel riordinamento della so- ciefà, né qui è luogo di emettere all' uopo un mio giudizio, di mani- festare i miei pensamenti, èeennerò solamente, che rAustria, mede-'.àma valutando, che la risoluzione del 1848 esprima delle politiche esigenze, :che bisogna-' "m parte soddisfare è stata nel Lombardo-<< Veneto più obbliosa degli antichi usi, ha permesso una libertà di stampa, va a promulgarvi uno Statuto: non così vèrso la Sicilia il governo di Napoli, questo govéritó italiano, che quasi potrebbe dirsi indigeno.
Poste le suddette ideèj l'opera ijrmm 'muli è stata .sempre .dÈ vertire in tutti i riscontri i nostri concittadini a far atto di paziènza ad ogni avversità, ed a calmare il popolo ne' suoi lacitì risentimenital Ridotto a non poter èssere utile alla nostra Patria, che solo con Vài lontana parola, io pur volea tradurre in una stampa i consigli che in tal riguardo dava per lettere. Quindi, conosciuto pe' giornali, che la << guarnigione si elevi nell'isola ad un 50 mila uomini, ho chiesto tutte- le specialità su la situazione poetica e militare del paese, purghi alla forza degli argomenti avessi potuto aggiungere le giuste Aiozioni di località, che fan meglio comprenderei al popolo esser vieppiù' ne- cessaria ne* tempi attuali la calma.
4 Sfòn vènutoj a= o.tìzia mtanto ifci 11 foglio, ove io Iacea quelle inchieste, siasi male i.nterp'etrMó dalla polizia,- è che ha costato l'afe resto del mio amico Francesco D'Onofrio, al quale iva diretto,. Ho stupito di tal misura, perchè la nissuna precauzione* óMe, quella carta era spedita, e la éMar-à' manifestazione del uome> M chi la scri- vea e di chi doveva riceverla, era bastévole paTentiggia dèlia sua innocenza. Un governo, custodito da jomila baionette, menomerebbe la sua forza morale nel presumere in ero; un pensilo; di qualche azione <i criminosa. Povero esule, fra gli stenti della * ho troppo UnM, mezzi, perchè restringa solo alle parole l'ansia di voler giocare ài r al mio paese. Secondariamente non comprendo, come possa ihyctt- gere slum "nella complicità una lèttera, che, se ofiire elementi di cól- pabiK-tàv :dkoni -qiuesti imputarsi tutti a me, che la serivea.
lo non so qual reato abbia voluto trovar la polizia in quella let-' cera, È certo però, che, qualunque valutazione voglia darvisi, e Sia.