Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1925>   pagina <337>
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" Gomitato centrale sidtiano di Palermo (184.-1852) 337
anche la piiV lata, il reato non possa .uscire dalle definizioni date negli articoli 114 e M delle leggi penali, ehe portano la pena, dell'esìlio
* Ìl Régno. È mio debifte: à cosciènza però dichiarare che la liispón- sabià di quella lettera è tuftt- .mia.; Lontano da- ogni influenza, tu giuro sul Vangelo, che le idee ila essa tiók ;si devono ad alcuno, che non hanno scopo criminoso, che non hanno rapporto a alcun fatto tendente a turbare l'ordine pubblfc', renfein assolutamente ignote a chi io le dirìgeva. Svflìa colpa;, è tutta .mìa; se vi ha. giudizio .che dee per ciò profferirsi, son io solo che dovrò subirne le conseguenze.
Sicuro che la mia presentazióne in carcere non potrebbe aggiun- gere nuovi lumi a' giudici, e che sotto la pressura delle passioni po- litiche la mia condanna sarebbe indubitata, io mi giovo delle vigenti leggi iijìterazionaii-, è resio; fe gelila ibeÈta che mi si concede nello '4: esilio. Ella Sfera di meno può far' promuovere il giudizio contumaciale contro di me, ed allora quell'esilio, ièhe Ulegamente soffro- dopo l'am-*! jaìsia '.-ìi maggio -E849, si terrà 'come effetto; di uria condanna. Non << posso permettere però, ;che altri innocentemente soffra una pena, la
*pa! Sg' day,es.se:: .poi*unciarsi," solo idovrei risentte:
Per lo che à Lei dirigo la présehife, Invitandola di farla giun- * gpre. .al. ,.m.agistrao railt-are o- '<É<e, .a .cui 3É lettera ha potuto esser e rimessa e che dovrebbe decidervi, -(Onde se se' valga nel giudizio. Le avverto, che le cose innanzi dette io son pronto a reiterarle alla prè- senza del console o ministro napolitano qui residente, e che Siella .oé il magistrato cui l'avrà rimesso, non terrà conto delle raiestanze per -avidità di nuove vittime, sarò costretto a dar ogni pubblicità a que­ir sto' .fogliòi ,p.erél;è ì*buione pubblica ne- decada. * Sonò eoa ogni considerazione
FRANCESCO CRESPI GENOVA
(a terga).;. M ;.; ffléfiètié. M Polista' * Palermo è.
Di simili imprudenze aliti, moli esempi potrebbero essere allegata ma itera serrile: se ne" pÉfc plS fa coscienza dei loro autori. Questi, infatti, non ostante fràeor.tèz-za e-'M. segretezza delle loro mosse, erano spessissimo vittime delibarti diaboliche della vigilantissirna-Po-lida! borbonica? la Risale lavorava jjÌN'ifinezza da indurre Jtèrsìn in err rorék più provetti sul tòojésSJjj'Jéjtfflfe. fàsggJBÉBI8 .jl9f?l Ptgjfe eettazipne delle cjÈrispondtenze, Il padrone Francesco; -Zanca, di cui W? vreàsa al *ssmm l'MIMi wB. iJmÉ 4 lorà .jàuishj ,da :Ì3*P- a Palermo, .ésseuld.eir sempJoj; jjjcatp sorpreso, aveva fcóTpJ ;i.a mm cordato, dovuto distruggerci' itttO'nslg affidatogli. Forse figgl