Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1925
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pagina
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367
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fi Comitato centrale sfattene di Palermo (1849-18x2) 367
L'ubbidienza della disciplina militare specialmente in tal fotti in truppe ferdinandee fece si che il Pulizzi di volo attaccasse il fuoco alla piazza della Marchesa, che, non ben trincerata, stava sofrendo altra breccia, e del tutto indebolita, si diede al Pulizzi. Qui l'altro duce. che restò fuori la spianata, che si era iì sigr Cari uccio Santa Rosolia, divenne nuovo. Achille, a cui si toglie? Briseide; ma cede al par di quell' eròe, meditando in suo cuore, più di lui, schifosa ven- detta. Per il che, recatosi dall'onesto consultore marchese Spàecaforno W. e Io: avvisa del traraentòcòniugàle. Il saggio Consultore, ponendo in centro il suo capo, divisò di scrivere al ffinisJro della guerra in << Napoli wm letoa anonoma, in cui facevalo sciente del fatto accaduto in famiglia di persone attaccati al governo per principj e per fatti (tacendone i nomi), pregava caldamente quel Ministro a richiamare il Pulizzi in Mapoiiv a ciò. sia ritornata là paèfe domèstica in casa di nno dei più attaccati satelliti borboniani. Il surriferito Ministro rimise . L'anonojuo perriferire al Luogotenenle generale in, Sicilia;: S.a E. Sa- triano nel leggere l'anonomo riconosce il Carattere del suo parente Spàecaforno, e, voltandosi verso il suo aiutante Pulizzi, egli dice: " Questa lettera viene a te, rispondi... - Il Pulizzi legge la lettera e rispondendo " va bene, sospenderò ogni ulteriori visite alla patetica e languente amante. Qui mi è forza prendere altro punto di scena ".
Per affare di servizio portavasi i 'consultore i 'Spaecaforno nel Luogotenente generale ej come; ..èra 'SMsòy. si 'avvicinò- all'uscio della stanza del Rappresentante con quella confidenza proprio di un pa- rente e di ;un inrimo borbogliano;, ma qual fu mai il suo stupore nel sentire da portière: S.tt É.tt è impedito Anco petfnièf Anche per V.a E.* ". Allora fu forza andar via. L'indomani fu di ritorno all'istessa figùraj e così per un altro giorno ancora. Finalmente il quarto giorno fu ricevuto dà quell'eccellentissimo con tutta la serietà << autorevole e fu licenziato con la fredezza d'un inemico.
Nella maggiore confusione il saggio Consultore pone nuovamente il capo in centro ed in tale posizione rMèetr éxM suo male veniva dal suo anonomo: onde armatosi di pazienza bovina senza più porre tempo per mezzo' corre ialla Stanza del Pulizzi e lo rimprovera forte- mente dì non averlo più onorato di sue visiteJ II Pulizzi con la franchezza .dèi soldato gli disse afèr venuto a còffBSceresche unsno- nomo voleva disturbare- la loro amicizia con insultarèì:-eòff macchiare l'onore sì di M .che déliMBnoSévolè Marchesina,: Allora l'onesto Con- sultore abbracciando strettamente U Pulizzi gli dice...: " Lascia latrare i cani, che essi non possono mordere né l'onor tuo né quello di mia