Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1925
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Eugenio Casanova
parve probabilmente pericoloso ai Genovesi; quali vi ravvisarono la possibilità, che incautamente si venisse a compromettere tutto il lavoro pazientemente architettato e svolto. Perciò, in lettere varie si affanna-rono a raccomandare prudenza e pazienza, a impedire che col loro astio contro i Napoletani, che rappresentavano allora il Governo Borbonico, non scavassero!mìe fossoCóntro: -questi ' ultimii; da mettere a -t pentaglio il principio dell' Unità.
E, poiché sino a apro pervengono notizie dell'attività di altri Gomitati che hanno pure i ! iappresentania a enova e a Torino, Rosalino, Y Orlando, V Errante,, il Crispi e gli altri insistono per cono-scerefl sentimenti dei mm centri della Sicilia.
Da Palermo a tale richiesta ;st rifonde. vélISaanè la capitale, essenzialmente aristocratica e, pertanto, favorevole per snobismo alle usanze e pose inglesi e quindi all' idea di un protettorato inglese, tutta la Sicilia è essenzialmente ribelle ed italiana.
Tuttavia, si soggiunge di non ignorare che non tutti nell'Isola la pensano come i membri del GomitatoV' e che le idee e i principi! di questi sono avversati da altri partiti, che non scioperano: :mà lavorano in segreto con grande intensità. Ciò induce i mittenti a esprimere il desiderio di sapere quale'dei varii partiti riuscirà a porsi alla testa del movimento di riscossa, quale il vero pensiero e i veri sentimenti -dei vari Stati europei rispetto alle idee, che il Comitato professa e ch'egli non intende abbandonarci
Questa domanda assume, secondo noi, grande importanza;- poiché dimostra come, pure essendo ammiratori del Mazzini, i Siciliani non fossero perfettamente sicuri ch'egli solo e f suo partito -avessero la fòrza di mettersi a capo del movimento unitario, che pur banófyano; è spiega come, indipendentemente dalle vicende interne del Comitati fi àliSfco. d'azione dovesse wceSsaatèmente ricominciare il suo lavori- sénzaì 'pSr babilità di riuscita quando un affilo" esterno non ;g pervenisse;
Di ciò, Ì fesunenfe persuaso n Comitato che f*. 'iMesteaupgli amici di Genova, i quaU immaginano; abbia disteso i suoi imtauM secondo le norme raazzinianei '-e che accorrano istruttori militari rispónde di non avere gerarchie ;naa di organizzarsi in modo àék aÉ<3 speciale. Rispetto agli istruttori: mMtaw>:S mandassero più tàrdljquando si fosse cominciato a menar le mani.