Rassegna storica del Risorgimento

1846 ; VENEZIA ; TRIESTE
anno <1925>   pagina <432>
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432 Varietà dì pagine sparse
cima nel nero del cielo, ovvero aggruppatasi sugli scalini e intorno al pili di bronzo dei tre stendardi, sulle loggettej sotto le navi della gran Chiesa, sulla pietra del Bando, in atteggiamenti si vari e vivaci, con fisionomie si fantastiche e originali che te alcuno appassionato delle arti, poteva nascere il desiderio di vedere per incantesimo in uà istante indurirsi in marmo o.( in bronzo que' gruppi animati. Aggiungete per fondo alla scena il mio bel San Marco, la gran basilica medioeva> quel sacro poema dì marmi, di piombi, di bronzi, di ori, con le sue mille colonne, c suoi mosaici, co' suoi pinnacoli, con le sue cupole velate di quell'atmosfera di luce, che si pmgevanO sul nero quadro, del cielo ,
É * *
Più sentita ancora e vivace è la bella descrizione che il giornale fa della regata: nella tombola era in giuoco l'interesse, qui la: tradizione veneziana.
Quel giorno fu, per così dire,; la risurrezione di un bel.di di Venezia, e l'illusione fu completa nel mirare intorno: sài vecchi' edifici antiche fisonomie, vestì foggiate agi' aprichi costumi. Oh quello si è veramente spettacolo nazionale, in cui un popolo non appare svezzato dai vecchi tipi, se per un istante ad essi ancor si richiama. E v'hanno costumi ai quali i popoli quasi per iisÉato sono chiamati. Oh il mare, il mare, o Veneziani, è il nostro elemento: iìpopolo de1 di nostri, .se inarca la persona sul remo,, sembra ancora il popolo del trecento e del quattrocento. Giovani gondolieri-,- -novìzi per anco nella difficile arte, trovarono spontaneo l'applauso dèi: più provetti che afgano, veduto altri tempi. Come bene spiccavano qiuelle fisonomie, qu'eMé. membra forti, svelte e gentili, -sotto; .gì- :Sati?eM: vestiti ! Non parevamo, già isfcfdOnl- ò comparse teatrali: parevano figli degni di quelli che un- tempo aveano indossato simiglianti costumi. Oh il lieto spettacolo quelle mille e mille braccia robuste, animate da un entusiaarno; iSólO di OBréj mosÈrase; quante gagliardie d'animo e di persola A ancora nel Giostro popolo. Chi vide una Regata a Venezia, deve sperane; che qui ancor non sia morto ogni spirito generoso; ogni spirito Éf industria e di quella ope­rosità che non dà vita soltanto a materiali prosperamenti .
Certo in quelle mille e mille braccia robuste,, esaltate nello sforzo della gara e della festa, il Vollo vedeva, e non s'ingannava, l'imminente: sforzo bellico nel quale Venezia si sarebbe procurata un onore im­mortale...