Rassegna storica del Risorgimento

1846 ; VENEZIA ; TRIESTE
anno <1925>   pagina <434>
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Recensioni
Fu tuttavia diverso da molti scrittori politiei'.'dei suo partito, giacchi scrisse non per ottenere favori e. ricompense da- coloro che difendeva, ma solo per obbedire al suo intimo e profondo Con vinci mento di servire la vera e giusta causa.: Spirito indipendente e dotato di molto buon senso, della sua indipen­denza di giudizio diede spesso prova nei suoi scritti e negli atti della sua vita pubblica, che parvero contraddire alle sue idee e provocarono ire e sospetti nello stesso suo campo.
Tutto ciò è largamente dimostrato dalla F. con l'esame 'degli scritti di M, L. e con parecchi caratteristici episodi. Così, per esempio, nell'Autobiografia scrisse di alcuni miracoli, che si dicevano avvenuti in San Ciriaco di Ancona nel giugno 1796, come ne avrebbe scritto un incredulo; nella Voce della Ra­gione pubblicò articoli che menomavano la credenza nella infallibilità del papa; nella sua opera Sullo sialo dei bambini morti senza battesimo sostenne una tesi: contraria ài dogmi cattolici; nell'altra sua opera; JLw, 1 Casa di Loreto osò ne­gare fede alla data assegnata dalla credenza religiosa alla traslazione di detta S. Casa. Quando nella restaurazione pontificia del 1815 fa egli nominato mem­bro della Congregazione del Governo in Macerata, si oppose fieramente a mons. Tiberi che voleva distruggere tutti gli innovamenti amministrativi introdotti dal Regno Italico, scrivendone ripetutamente al card. Consalvi e poi dimettendosi come atto di protesta; e quando molti anni dopo il papa Gregorio XVI passò per Recanati, egli rifiutò di rendergli omaggio e scrisse nel suo diario: Gre­gorio XVI viaggia per divertimento Nei dieci anni del suo pontificato nòti
si fece altro che crescere balzelli; la giustizia è male amministrata, la canaglia è promossa, il denaro può troppo in Corte. Queste cose non sono adatte a suscitare l'entusiasmo per la persona del papa .
La F. conferma adunque che M. L. fu si scrittore politica antiliberale, suddito fedele del papa e cattolico fervènte, ma. he! nelfe.-stèsso tempo fu tutt'altro che quel cieco conservatore e quell'intollerante bigotto che apparve a quasi tutti gli scrittori che si occuparono di lui, compresi il Carducci e il Patrizi. Il volume merita pertanto di esser letto; non solo da .cutò ;gli: studiosi leopardiani, ma anche da quanti si- róTcopanO della storia del Risorgimento Italiano.
E noi, prevedendo che presto Pegregiaa'aErice? idpvrà provvedere ad una seconda edizione del suo lavoro, ci permettiamo terminare questo breve cenno bibliografico con qualche osservazione critica.
Mon intendiamo qui rilevare quelle inesattezze stòriche, che si debbono forse attribuire a Semplici lérrori <f ÈmS come ad esempio quella, che', puf troviamo ripetuta nelle note delfe: pp. 108. gfe secondo la quale i Francesi avrebbero invaso le Marche negli anni I79W799 e JSOI, mentre au irrealtà le invaserò. ..bel r>7,' nel 1798 e nel r8o8. Rileviamo invece che tantt1 la prpjsta di M. p... 6fi0.ntro mons. Tiberi nel 1S15, quanto le sue pubblicazioni del 1841 sulla Si Gasa: -di Loreto, ebbero, nell'attività politica è storica del fiero antitibe-ftffe recanateseimportanza maggiore diveltò .eneiJavft.ab.bia mostrato