Rassegna storica del Risorgimento
1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno
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1925
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480
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480 Guido Ruffini
Usato di QOnQseejr l'azione delle sette nei; moti avvenuti (*).' h [per raccogliere iwMm 'Ci*ca la sipmnjfeartla<; mzmj<t iducale {'2),
r'Eé pgn g .fel'. IIIM? flessibile- il eosegmre. L sudditi: -esteri É rispetti! o:jvpmiv sarebbe risultata cosptìa iieì riguardi dei pontifici col Damiani, l'Orioli, il Pepoii e di grande importanza per gli estensi.
Oltre a- Celeste Menotti, al Veli ani. ed al Bacèiolanij al Montanari, al Campi, ali Gazzadi, capibanda nei primi moti, 'OÌÉtee al colonnello Pietro Maranesi',. che dopo aver svolta al Comando delfe guardia Civica un'azione moderata ed apprezzata dagli stessi avversari, scontava la nomina a generaleejdl a comandante della provincia di Modena affidatagli dagli insorti trascinando nell'esilio il fratello, vecchio mailtare detenuto dal '21 ed il nipote quindicenne, l'Isotta doveva mettere ig,(iD lega Nicola Fabrizi e col Luppi arrestati alla vigilia dei moti, sei fra i catturati la notte del 3 febbraio nella casa Menotti: il tenente Castiglione
(1) L'Austria preoccupata per gli eventuali riflessi della rivoluzione nei suoi domini, ilnqiuisisce tutti i prigionieri sulle loro relazioni coi suoi, 'sudditi. Nulla però risultò: -iche: potesse dar sospettare .intelligence' importatiti nei dòmfnii:'austriaci, come nulla era risultato al Pagani, inviato a Modena e Parma, durante l'istruzione dei processi dei due governi ducali (GIOVANNI SFQ.'RA,, ,/. myoiia-zione del 'jr nei ducalo di Modena, Albrighi è Segati 1909, Roma-Milano,- Biblioteca Storica del Risorgimento italiano, Serie V, n. 9, pp. 361: e sègg.).
(2) Ne correva a lijodena liberamente la voce.. Il Monitore Modenese vi. aveva Tatto .il piùs chiaro ftÈgénno nel ni del 2 marzo,, polemizzando coni ÌNan* cesco IV intorno alla sua protesta del 14 febbraio. Non andrà molto che alcuni documenti potranno cambiare in certezza .1 sospetti, ed il mondo -intiero, vedila; iSe. noi popoli di Modena e di Reggio possiamo essere riguardati come ribelli... È forse men vero che le sue (di Francesco IV) relazioni con quelli che egli chiama, capi della congiura, non sono': mai state interrotte? È men vero che egli annunziava di tanto in tanto la prossima rivoluzione e che tal procedere per molti era evidentissima complicità, pei meno chiaroveggenti almeno condotta assai equivoca? Quale diritto adunque di chiamare i suoi sudditi ribelli, giacché molti forse non erano che strumenti della sua ambizione! >
All'inquisizione di Venezia fanno brevi accenni i! 'GUA-L-TIE-KÒ': :Gi ultimi otMtfmXMtwii Napoli,; MLrèl.f ai5ja voi. I, pp. 51-58 ed il BIANCHÌ: fr cali esterni dal /8t al ùi8qt Torino, Soc. Ed. It. 1852 voi. I, pp. gojv,'
Le circostanze sommarie, da loro riferite sulla testimonianza di contemporanei dei quali non è fallo il nome, noniftppaionprdlmQStrabili dall'esame dei costiituti;,. ma l'uno e l'altro scrittore hanno bene afferrato'Io scopo delPinisiaione, talché mentre FI contenuto delle loro brevi trattazioni è inesatto,- ilgiudi rio che essi portano: essere l'inquisizione intesa a-provare le trame ducali, risulta provato dalla lettura degli atti.