Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <505>
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La congiura, esterne
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il soggetto di tutti i loro abboccamenti, notturni era sempre per lo Scopo di sopra spiegato.
Anzi fra le cose che il Manzini mi riportò del Duca, mi rammento il seguente dialogo:
IL DUCA. Ella mi dice delle belle cose, ma come possono i liberali cosi facilmente dar mano a me che sono stato il loro più fiero nemico?
IL MANZINI. La polMèà, Altezza, dovrebbe essere l'interesse generale dei popoli, ma da gran tempo è divenuta l'eredità dei Prin­cipi e dell' interesse loro particolare onde chi non vede eh' essa deve cam­biare a seconda dei tempi? Perciò ai Liberali non arreca stupore che l'Altezza vostra perseguitasse ad ani tempo prineipii ed uomini che osta­vano al-suo interesse, anzi posso dire che il di LeS carattere fermo nel perseguitarli è di buon augurio per loro nel .senso che se V. A, rin­viene da quelle massime e si :gefòa> intieramente nell'altro partito, Ella ne possa essere altrettanftpprmo sostenitore, quanto l'oppresse dapprima, e questa considerazione, oltre le ricchezze ed immense relazioni che Vf Altezza ha in Austria, entrò per molto nella decisione dei liberali per appoggiarla, giacché preveggono bene il bisogno elite essi hanno di un Principe italiano, -JÉrmo, tenace e risoluto:, per realizzare le loro. Spe­ranze. Perciò non deve recar meraviglia s'essi si decidono per V. A. R. malgrado tutti gli antecedenti.
IL DUCA. Ebbene, quando ciò sia, dica pur leroi.che per quanto me lo permetterà la politica mia coli*Austria, la quale mi obbliga ad essere circospetto, giacché debbo, dirle ch'io sono pure circondato da spie, farò di tutto per corrispondere alla loro premura ed interessa­mento alla comune causa. Si accerti pure di questo.
Il Manzini mi disse poscia come egli era introdotto di notte.tempo in palazzo, e nel Gabinetto, particolare, da. uno dei suoi segretari, e come il Duca si stasse piuttosto inquieto che alcun potesse forse sen-tirefi loro1'.discórsi Pgpicolarmente nella prima udienza, che ottenne in un giorno di udienza pubblica, mi disselli Manzini che gli raccoman-dava il Principe di parlare sottovoce- àSBUÉÌ sfissó andava frgguen-'émemmà ascoltare all'uscio se per; caso' vi fosse qualcuno cheBl 'É accostasse per udire.
Debbo p Ossejwàtf ;éfte .queirudienza pubblica-del Manzini, fu ba­stante, a suo dire, per molti die non la Conoscevano perfettamente, a far. dubitare di lui, non potendo i Liberali di Modena spiegare come Si Manzini ch'era stato esiliato per.prineipii di liberalismo e scaduto