Rassegna storica del Risorgimento
1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno
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1925
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pagina
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508
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58 Guido RuffiM
travedere tutti gli immensi mezzi che avrebbe potuto offrire per l'in-ì tento, per la posizione pubblica e privata dei suoi fratelli in Austria, i quali all'uopo potrebbero opportunataraente secondarlo e tant'altre cose lusinghiere che non terminerei più se volessi enumerarle. Ma memorerò quella che le comprende tutte* cioè l'assicurazione che egli dava della sincerità colla quale egli agiva seco tei, ed agirebbe di consenso coi liberali, al conseguimento dello scopo,
A chi non dovevano far senso simili cose?
Ma, mi si dirà, qual sicurezza avevate di quanto -vi diceva il Misley di S. A. il Duca',, perchè non domandavate cose di fattói'
E non erano forse cose di fatto l'opinione ch'egli godeva dal Principe, che certamente nessuno può negare, e le conoscenze che il medesimo aveva in Londra e a Parigi dei primi liberali italiani, francesi, inglesi, -spagnoli, conoscenze tutto opposte ai principii che fino allora aveva professato il Duca, e che pure lasciava praticare al suo favorito?
I continui viaggi ch'egli faceva senza che le polizie gli classerò molestia alcuna, i principii di làberalisino eh' egli professava e di cui altamente parlava in Modena, sotto la polizia diretta da un Fiesi!
La grazia di un emigrato condannato a morte;jottenuta per ji*~ fluenza sua, fatto da lui detto e da tutti conosciuto, la relazione continua in cui era col Principe, quando egli si trovava a Parigi ed a Londra dirigendo le lettere pel Principe (che poscia ho veduto coi miei occhi) dirette a a i-. A. ma Joste sotto coperta del suo segretario Ganiorra, per coprire agli sguardi d'ogni altro la loro corrispondenza.
Infine i suoi abboccamenti notturni, il ritorno dell'esiliato Manzini, le udienze ottenute, non- seno tutte queste cose di fatto per me, e' per tutti i miei compagni d'infortunio che ora qui si trovano? Imperocché appunto questi fatti, la verità dei quali è incontestabile, fu ciò che indusse me e il fratéljto Ciro a secondare' M "ìpsley.,/giacché nessuno potrà certamente, negare :che tali cose- non fossero atte a rendere evidente la stretta relazione del Misley- eoi Duca, e la connivenza di questo al sopracitato piano di esaltarlo a Re d'Italia.
Per provare eìae noi abbiamo agito in buona fede per Si* A. questo non mi pare al certo poco, oppure scalco! ti Ciro Menotti., egli scoprirà ben altri fatti maggiori di questi .'(xj*
Per altro questi bastino pernii momento per giustificare il primo passo fatto da me e dal fratello per aderire' :èj iGaop.erare1 al piano in discorso.
(i) Ciro Menotti' era stato giustiziato da quasi due mesi (26 maggio !*3*jlì