Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <510>
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5IQ Guido Ruffini
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il che avvenne verso, la fine di settembre, con lettera d'importanza che non osavano confidare alla posta. Era direttala Camillo Manzini e mi dissero che conteneva in particolar modo l'assenso del Principe! per cui me la raccomandavano caldamente il fratello e il Misle-y;-
Per le poste quindi e con la massima celerità, senza fermarsi in alcun luogo arrivai a Parigi, ove ritrovai il Manzini, al quale consegnai la suddetta lettera, ed io ripartii quasi subito per una campagna vicina, ove mi richiamava amicìzia la quale non aveva avuto poca parte a deci­dermi al mio ritorno a Parigi.
Saputosi per altro ù* mio arrivo colà, preceduto da quello del Man­zini e dalla partenza poc'anzi .del Misley, tutto ciò diede materia a vari discorsi agli emigrati e mefflzxm n'erano* epel. che mi Veniva riferito, che pensavano assai male di noi, trattandoci perfino di spie del duca li Modena, per cui, questa voce divulgatasi, eravamo piuttosto presi in sfc Bistro 'aspetto dalla maggior parte dell'emignizione, per cui quelle voci furono motivo del prendere molta, parte attiva al suddetto progetto, onde non dar vieppiù materia alla maldicenza.
Pere quésto: fatto cade qui in acconcio per provare la nostra buona fede net Duca, giacché per lui icOrrevamo persino il rischio di perdere ciò che all'uomo deve esser sacrò più di ogni altra-.cosa al mondo: l'opi­nione e l'onore.
Non è verosimile che Celeste Menotti fòsse, còme molti1 afosi iGo'tigìuràfci,. tenuto all'oscuro dell'impressione che il Misley ebbe netta durante la sua visita al Cattalo, che il duca aveva mutato le sue disposizioni.
La corrispondenza esistente nell'Archivio Misley, in gran pa-rte-.-npta, tra il Misley e Ciro MenoM .prova che quest'uditeci '.era sfeÌQ emesso s.ito -dal Mi­sley .al corrente :M so*->rt msxs. éà-. iw àfeiano. riffigS /messi-'.' ;eorrenjte2 3: ioni-tei esteri che deèiserTó'' -tuit!tvjavléfene- jptìrchi'-! gabinetto di Parigi Sostenesse contro l'Austria il principio del- non intervento =5*
;I costituti dei cocaptivi di Celeste Menotti! provano d'altra parte che Ciro Menotti continuò a Modena la preparatone del moto, senza mistero e sotto gli occhi della polizia estense, non, aprendosi circaji suoi dubbi sul prin­cipe che cogli intimi' e continuando aiWostentare con gli altri la certezza della partecipazione ducale,, éiò' che fa pensare che il Menotti non escludesse fino quasi all'ultimo, la possibilità di trascinare il dtìtìaV ormai; nolente, mettendolo di fronte al fatto compiuto. 11 dubbio era possibile di fronte alla tolleranza du­cale, rotta sólo, ed improvvisamente, la mattina del 3 febbraio coli'arresto del Fabrizi. Il Menotti, a quanto narra Andrea Montanari, riferiva agli amici che poco prima, ai sospetti elevati dal iÈfoqcapani * il Principe gli rispondesse che per arrestare il Menotti era tardi . (Costituto Montanari .Andrea).