Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <512>
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Sia Guido Ruffini
Da utìa parte vedevo ciò volentieri, poiché' conoscendo non essere Ciro ignorante, cercava rassicurarmi di'egli non lo avrebbe avvicinato più di una volta se non lo avesse creduto in buona fede. Però ricor­dandomi il tratto recente al ministro francese, tutte le persecuzioni del passato, e muTaltre ragioni, tremava per lo più. nei vederlo in tal posto di confidenza presso il Principe. Oh! le quante volte non lo no io in­trattenuto dei miei timori! Tante gliene scriveva che finalmente per tranquillizarmi mi rispose* di non darmi pensiero, 'di 0ò, mentre egli aveva nelle mani il più. siici* ro mallevadore della di lui buona fede. Io arresi a questi suoi detti e jàer ièmtrambi troppo fatalmente.
ka nQÉe. luttuosa del 3 febbraio non fast lém'-ttappo dimostrato. *É, iÌ non gjp> ch'egli tutto conosceva da gran tempori giacché in tutta Modena si parlava pubblicamente della rivoluzione? perchè egiu * non fece arrestare 1 mot confidenti, anziché dar luogo a tanta desola­zione, cert'essendo ehle se avesse fatto non sarebbe successa la rivolu­zione e femte iamiglie a irikentirebbero le fatali conseguenze da ciò derivate e che portarono lo squallore e lo strazio in tutto lo stàt. j Ma' ritorniamo: 'al Misley, il quaie JSOGO; dopo là sua partenza arrivò in Parigi, ed al suo arrivo :ede; più che mai .a.-parlare agli emigrati te quelli che non erano nel segreto lo sfuggivano qiial essere pestilen­ziale, atteso le sue relazioni col Dùca, che oramai da tutta l'emigrazione erano conosciute:, da chi per essere a parte del segreto,, "da chi per in­duzione.
Egli però aon si curava di tali vociferazioni, e travagliava più che mai indefessametllfe al suo scopo. Il fratello intanto serpeva molte còse del Duca, tutti gli abboccamenti notturni che aveva, mm lui, i viaggi che egli faceva in Romagna ed irà Toscana coll'assensò éÉ. Principali i rapporti eie gliene faceva e le continue assicurazioniféhe riceveva che il principe le avrebbe assecondate ed una delle prove 6; egli fca della buona intenzione del Principe si era il permesso -ette; >egH accorda va. di far ttìltfci suddetti., viaggi, oltre i mezzi pecuniari ch'egli gli offriva, ma che, per pura delMWfe so altresì >-; non volle w riceverne' gÉi,
di persona col Duca sono niantèrittfò dal solo Co. Nella nota corrispondenza Menotti-Misley dell'archivio Misley, Ciro dà notisi delle visite al Duca.
(1) Né il Misley né il Menotti usarono deriarfàel duca, per guanto quest'ul­timo non sdegnasse,, quale uril.e artificio di propaganda il far credere che Francesco IV forniva larghi tafé m prepaziOne dMMo rivolu-
zionario.
Il Montanari riferisce che in una vjsa fatta al Menotti alla vigilia della