Rassegna storica del Risorgimento
1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno
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1925
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pagina
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524
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5*4 Guido Rujftni
trono d'Italia. Certo è che i fatti che produco., riguardo alla sua condotta, sono stati veri e reali, che nessuno potrà, mai contestare, perchè sminuzzati, perchè appoggiati da tutte quelle circostanze verissime che ai possano mai desiderare, onde bisogna per me, e per tutti quelli che hanno preso parte al movimento bisognerebbe, ripeto, prima distruggerli di ammettere tutto ciò che viene obbiettato, e siccome questo è moralmente impossibile,. così mi si permette di dire, che non ma aspettava l'imitazione fattami di farmi cioè ad esporre? ingenuamente quanto è a mia cognizione sugli avvenimenti dèlia rivoluzione giacché protesto di averlo fatto in tutto il corso della mia narrazione, onde non sposso che intieramente rapportarmi alla medesima. Aggiungo poi che l'ófeie zione che mi si fa, che fosse impossibile che il Principe potesse pensare realmente a divenire Re d'Italia, di non potersi giudicare dell'intenzione che per via d'induzione, che se per la Commissione sono forti induzioni tutto ch'essa mi ha addotto in proposito, per me non lo sono meno l'aver visto nella storia tanti Principi che per ambizione hanno rinunziato a ben altro che a riguardi ed interessi di parentela, onde questo esempio mi esclude interamente l'impossibilitale l'assurdità del caso consimile. Gli avvenimenti stessi non: possono escludere nemmeno essi, che il principe non potesse aver avuta tale intenzione, e òhe poscia abbia potuto cambiarsi.
Ma comunque siasi nessuno potrà contestare dai fatti emersi, che egli non abbia se non fomentato, secondato almeno la sviluppo della Rivoluzione.
Se poi egli abbia falbo per scoprire o per ingannare i liberali come il fatto lo addimostra, e che d'altra parte fossero pur awclè Intenti i Liberali a fare altrettanto a suo riguardo, ciò non distruggerà mai il suo contatto coi principali Capi, ed ammettendo quello elle mi si p fi*( vare, cioè che le promesse dei Liberali d'adoperarsi in suo favole 'OH . fossero dirette che ad ingannarlo, se ciò egli conosceva;, pehè; ìi?a; non far subito arrestare i capi, giccl lo avvicinavano tanto tempo" e perchè di nuH'altro f Intrattenevano che di possibilità e di Rivoluzione?
S'egli adunque si credeva ing,antìà! ciò Ofèe un argomento di più perch'egli dovesse .passare immediatamente al loro arresto,,"onde spegnerecoi Capi lo sviluppo della Rivoluzione.
gufigli non ha; ciò eseguito non mostra chiaramente, che gìf assecondava lo sviluppo della medesima, :sia; per uno sgopo o. .per fon altrov picchè chi potrà negare il contatto suo coi principali capi?
Gii negherà che non li conoscesse come, ta!3v fgikeólf :qiua>le altro