Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <533>
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La congiura estense
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mattamente nell'esame subito avanti questa Commissione nei giorni 21 e- 22 luglio ultimo passato tutto ciò che io conoscevo, che rapporto avesse coli'ultima rivoluzione dJ Italia.
Nulla saprei quindi aggiungere di più; giacché debbo sottomettere di nuovo aS, M. I, che se mai si credesse che io fossi stato uno dei principali autori nella predetta rivoluzione ben lontano da ciò, non fui anzi che un semplice Confidente passivo, e solo dirò pure per ciò che riguardava le relazioni di Misléy, di mio fratello e di Manzini che ave­vano con S. A. R. 11 Duca . Modena, come chiaramente ed ingenua­mente ho fatto conoscere nel suddetto mio esame. Che per tutto ciò che riguardava il piano e le fila della, predetta rivoluzione, non essere io mai stato di tanta confidenza dei soprannominati individui perchè me ne facessero parte, il che succeduto sarà ancora dietro il conosciuto mio alicnamento per tal sorte di affari, al punto, che posso costantemente asseverare di non aver mai trattato con nessun individuo su simili cose.
Se quindi il tratto di giustizia ch'io m'attendeva dall'ottimo cuore di S. M, , R, se per conseguirlo ora non viene sottoposto che da un'ingenua mia dichiarazione di quanto io mi so, sono certo di me medesimo d'avervi pienamente corrisposto col suddetto mìo esame, per cui mi faccio sempre più a confidare nella giustizia dell'Imperatore per ottenere la mia liberazione di cui vengo tanto lusingato dallo stesso suo sovrano rescritto pel quale ho tanto maggiore fiducia, che so di non aver mai commesso nulla contro il Governo austriaco e che il passa­porto col quale mi imbarcai in Ancóna, io riteneva' per certo dovesse garantire la mia libertà; perlocchè fermo sul sacrosanto diritto delle genti, sull'aver detto tutto ciò ch'io sapeva, sicuro di me stesso di non aver mai attentato, come dissi, nulla contro il Governo di S. M. I. R. ne d'essere mai stato in corrispondenza con alcuno dei suoi sudditi, ne d'aver conosciuto alcuno di essi, che cooperato abbia alla rivoluzione e quello che è più confidando più che mai nella tanto acclamata giustizia di S. M. l'Imperatore mi abbandono interamente alla dolce lusinga di conseguire la promessami libertà.
88.
D.: Dettogli che sebbene nel suo Costituto avesse palesate molte cose relative alle trame rivoluzionarie: d'Italia pure si ha motivo di non ri­tenere per veritiere le sue manifestazioni almeno in quanto allo scopo della rivolta im'pereiocehè deesi escludere quale assurda F idea che S. A. R. fosse stata conscia, e consenziente, ai piani rivoluzionari, ed alla pre­tesa sua nomina in Re d'Italia, idea che viene altresì smentita dalle