Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <548>
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548 . Guido Ruffim
fosse io potrei impunemente come faccio essere in corrispondenza col mezzo delle poste eòlla Eranda, e con varie metropoli dell'Italia? Ec­coti, mi disse, mostrandomi. una/ 'lettera di Mantova ed altre di Firenze e Bologna, eh' io però non lessi, che lo affrettavano a suo. dire alla som­mossa dello stato modenese, documenti comprovanti la mia piena fa­coltà di agite questo senso. Tu vedi la miji' casa frequentata dà gio­ventù riputata liberale, prestare luogo d'utòkèì senza prescrizione di numero e di tempo, andare e ; MMe senza riserva, io stesso portarmi da un canto all'altro dell'Italia, senz'essere assoggeab agli esami della polizia prescritti per tutti gli altri indistintamente; Io presentarmi alla sua udienza particolare quando mi aggrada, non senza invidia dei nobili.
Osserva qui, mi disse, se al tUój arrivo io scriveva appunto un. biglietto a S, A. R.. pregandolo di scriverai entro la giornate:, e ciò detto ne fui persuaso vedendolo, era concepito In [queste poche parole: Ciro Menotti umilissimo servitore di Vostra1 ,, R. si fa lecito di pregarla a volere entro il giorno d'oggi accordare Uitt'nfdienza particolare.
Fa dunque tu un confronto col Duca nostro del x>g e Questo del 1831, e- nega, :jje puoi, d non essere persuaso dì quanto ti ho sopra esposto.
Ciro Menotti, come ho già detto, mio amico fin dall'infanzia, go deva meritamente la mia stirava e quella dlogasm che lfo.! conosceva, Ne­goziante onorato, ottimo padre di famiglia, dolcissimo in società, e pieno di buona fede sconosciutissimo purtroppo ai tempi presenti, doveva ne­cessariamente, dotato di tante indubitabili qualità, infondere nel mio cuore la persuasione su quanto mi aveva ben esposto, nonostante mi spaventava appunto quell'ultima sua qualità cioè la sua cieca buona fede, perchè a lui mi abbandonassi senza timore. Esitai pertanto nel rispon­dere ma finalmente trovai la forza per dirgli:. Io. sono, amico, più che persuaso dei fatti che mi asserisci, ma non già cÈjfe M. rivoluzione d'I­talia potesse avere cosi luogo. Troppe sarebbero le riflessioni ch'io col mio piccolo ingegno dovrei farti, le quali forse tu.valuteresti per nulla, per ciò le risparmio. Permettimi dunque che io stia nella mia opinione e che giurandoti un inviolabile silenzio intorno quanto mi hai esposto, [is torni alle mie domestiche faccende.
Tale risoluzione conobbi dispiacere al Menotti, il quale però con filosofica -disinvoltura,- passò alle proteste di amicizia con le quali ci la­sciammo. Tornai ùnnaediatamente alla mia dimora, non senza inquietu-ditìgi; come quello che aveva così mal corrisposte: ;Sd, una confessione di tanta entità, che agitar naturalmente: .fee-va il cuore di un amicò sti­mabile qual era Ciro.