Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <573>
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La congiara, estense 573
vera la sua ìntrodazipne, che la seconda lettera, scrittagli da Ciro Me­notti, ed in cui gli atòuwi- che la rivoluzione succederebbe il giorno 5 Tebb. p. p. facesse menzione di S, A, R. il: Duca, poiché altri rilievi concorrono anzi a stabilire clig il Menotti suddetto studiasse di tener celato a S. A. R. prefata il vero; momento in cui dovesse scoppiare la rivolta; e qntndi fàene invitato corrispondere,-, con ingenua e compiuta narrazione dei fatti che sono a sua cognizione intorno alle premesse cose, alle patexW intenzioni di- Sua Maestà 1. R. a suo riguardo ester­nate, e di tendersi così utile aia causa della tranquillità pubblica, e provvedere-nello stesso tempo alla propria salvezza personale, tenendosi presente,; :ehe: ov'egli fosse consegnato ai suoi tribunali ordinali non potrebbe se non attendersi o];è pene rigosiehe le leggi stabili­scono, eonÈEO cM ;sl mudo. Colpevole ì* ribellione.
I 63. g
M-Ì: Non deve parer sLra.no, cniò non abbia cosà àlctìna d'aggiun­gete all'anterior mio costituto, ove si Tfpglia prestar fede a quelle depo­sizioni, che concernono il mio metodo diil vita, e la qualità delle mie pratiche; molto meno poi se si vofrl osservarej, iCh'io lui involto nella rivoluzione contro ogni mia. persuasione per le ragioni in esso costituto spiegato, e che anzi; noìfc avjret,eedkfioi afli istanze eli Ciro Menottlj.s'egli dèstramente non iÉI avesse afferrato sulla via .dell'ainor proprio, ài qual attacco io non seppi resistere.
Cireo adunque, come dissi,e temendo soltanto, fihe mi fosse ascritto a pusillanimità ogni mia esitanza, corsi precipitosamente per la strada, :éiìe ani veniva indica m mi gaa*'dàf bene inchiedere al Menotti schiarimentii sui mezzjg '-e sull'esito* ideila 'cosa;,: "ptesifO lasciargli il menomo dubbio. ehei ife ?mém: enìESSsa fosse venuta da man­canza -M coraggio, piut-irostO' iche da intima 'Convinzione dell' impossi­bilità della riusctta.
Non posso che rattilìcare quando dissi intorni ' A. R. il Duca di Modena, che -cioè: "Menotti mi asserii è.ftìn '-.d'ett*, e con scritti es­sere -M Duca stesso; il cai>: 4iì! rivolta? s ranzt riMn. ì<m -e ap­poggio gli" servisse ap'fjmvto,..wéé mÈ fM' M tlltti gettato il piano della rivoluzione, per iap ì ig5i 'Am suo conoscente ravisava in lui le doti << SaeffoVun'onctà senzapari, che gli valse a persuadere: ognuno sènza Tafieli'4iia vèfitgà.idei latto.:
Ripeto éh/er "àsttó; ì- pura verlà, telando tutti i piccoli fatìa*. ch'erano a mia; .cognizione sulla rlvotóone ili Modena, e che. chiara­mente dinotano la èonvkenza del Duca, stesso eoa ><nro. Menotti e solo