Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <590>
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590 Guido Rnffini
lora il Principe, contro l'aspettazione, avesse potuto mai cangiare divi-samento.
Mi disse anche il Menotti die essendo avanti uno o due giorni a visitare il Principe lo aveva ritrovato titubante e non sapeva ài rao-mèfttp spiegarsi tale cambiamento,, ma;<che dappoiché 'cift derivava dal­l'opra del Principe di Caaosa-, il! quale parlando col duca lo avea posto in avvertenza sui disegni dei liberali, ponendogli sott'occhio che essi erano tutti settari., che non miravano che a distruggere le istituzioni monarchiche, e che qualunque mezzo per raggiungerei i loro fai ieonsi-deravano come pienamente lecito, e che-in tutti i casi si servirebbero dei Re per uccelli da gioco, ma ch'egli Menotti a ciò non badava e quello teneva perchè le cose tra lui ed il sovrano erano tant'oltre spinte, che nissuna c'osa umana avrebbe potuto arrestare il corso, e che se an­che in quella stessa sera egli fosse stato arrestato, nulla avrebbe mik pregiudicato la causa per cui agiva, perchè; fk ;ap?he il Principe si' avesse cangiato e avesse cercato di perderlo, ciò sarebbe stato impossibile, giacché esso possedeva quanto bastava, per riguardarsi pienamente garantito, e più ne posedeva poi il Misley, che era in continuo carteggio col Prin­cipe in questo argomento.
Mi racconto di pie il Menotti efe il signor conte governatore Coc-capani vedendo che in casa di esso Menotti si tenevano frequenti e nu­merosissime adunanze giorno e notte, ave iikowato suo doveve di av­vertirne S. A. proponendogli delle misure robuste e sollecite, per evitare le funeste conseguenze, che ne potevano: risultare; ma che il principe gli rispondesse che per arrestare il Menotti era tardi. Accompagnò Me­notti questa narrazione coli' osservai ione che egli avea pure la sua poli­zia per conoscere l'andamento delle cose*
Mi sovvengo d'averlo anche richiesto come poi l'Austria fosse per riguardare un tal cambiamento, al che esso Menotti mi soggiunse, che appunto S. A. si mostrava particolarmente titubante, per i riguardi ete in ogni modo doveva verso la casa d'Austria, ma che egli aveva cer­cato di levargli il suoi timori, col rappresentargli che l'Austria sarebbe stata la prima a riconoscerlo, amando che quegli stati fossero rimasti sotto il suo scé. giuttostoflehe ssitfà; quello di un altro. Principe.
Ed in-, proposito dei convegni in casa Menotti posso assicurare, che una quantità di giovani andavano e venivano piacimento dalla casa Menotti k quale stanza tutti notissima non poteva m nessun modo essere ignota alla polizia Éì: Modena, che erasi in ogni'Scontro mostrata avveduta e rigorosa oltremodo.
Per ultimo feci riflesso alla pàrticolarefmrcostanza che il Menotti,