Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <618>
immagine non disponibile

Guido Rufflni
mancar d'armi, di amor noMm educazione militare, trovarsi in­fine-, la comun patria nostra strenua uomini insigni nella scienza delle pubbliche cose e nell'arte della guerra.
Conchi usi che i giovani troppo erano facili a lasciassidaìepusioni trasviare e che la mia fredda riflessione mi autorizzava a sconsigliarli dal tentare politiche novità. Mi venne risposto, essere io troppo male informato dello stato delle ~ÌMm ih si* andavano preparando, essere 1 Duca stesso,"mostro signore, alla testa d'un forte partito, aver egli ot­tenuto i suffragi della Francia per rendersi Re d'Italia, ed aver egli. molto approvedutamente tutto disposto per assicurarsi di ben riuscirvi. II fatto mi parve incredibile e, molte altre cose ragionate in proposito con essi loro, li consigliai a non dàf "Corpo alle òmbre>, al essere cauti e prudenti, ed a por mente di non guastare i fatti loro e gli altrui con l'abbandonarsi alla cieca a divisamenti, i quali nell'atto pratico sareb­bero forse falliti; e cosi tggminò la nostra conversazione.
Erano forse da questo, ben quindici dì passati, quando un affare d'un mio cognato mi obbligò a portarmi a Modena, dove mi trattenni da circa otto giorni.
In questo mézzo tempo fui una sera accostato da un mio cono­scente, il quale, dopo avermi un pò sul serio: parlato dei movimenti j che stavansi preparando, mi consigliò a non sconfortare gli; altri dal­l'impresa, quando non fossi disposto a favorirla e mi sollecito ad una visita a Ciro Menotti, al quale sarebbe stesamente jittseito M solvere tutte le mie dubitazioni. La mattina,,, che venne stabilita, mi portai dal Menotti, dal quale fuieevftto con molta urbanità e sebbene non mi avesse fin d'allora conosciuto che di vista, pure, mostrò di credermi degno di tutta la sua confidenza e si dispose a soddisfare ad ogni mia ricerca.
Gli domandai pereto per prima cosa; 'ernie -il Duca potesse sperare negli aiuti di Francia, dopo d'essersi inimicata quella nazione col rifiu­tarsi dal riconoscere l'inviaftOj per <GUÌ venne pgsjoi W ridicola dappoi g fogli di larigfj.Mi rispose che ipri badasi ifeues .e te -riguar­dassi come scena una commedia imjgaginata dalla più astuta politica. Lo pregai in secondo luogo a solvermi fcfo più forte nodo, come diol il nostroì litica,r sj fieramente avverso ai principi liberali, avesse potn*0 sposare-' la causa costituzionale. Rispose; che non bisognava fidarsi tróppto alle apparenze, aeré il Duca mólta finezza giuoMòi pajn senno e buonissimo /cuore, sapersi egli aeeommodaPe al ppa 4eii : secolo, aver mandati jpE Francia dei commissàri per raépnìandare lai ,stìa ;e la no? stra causa a quella Nazione, godere dell'estimazione di Luigi Filippo,