Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <621>
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La congiura, estense 2t
otto> o dieci giorni io andassi da lui, onde concertare con altre persone autorevoli il piano da tenersi per <sttdùtf il fatto al suo sviluppamelo. Due volte mi recai a Modena : espressanieige senscaechè avesse luogo la detta seduta, per la qual cosà gli dissi aperto che se non avessi ve­duto alla testa di questi affari persone di credito, d' armi e di toga e tali da meritarsi la pubblica confidenza, né io né la mia gente ci sa­remmo mossi.
Allora fu che mi assegnò qual giorno di generale unione il ve­nerdì 4 del p. p. febbraio, ed io tornai al mio paese per disporre oc­cultamente le cose.
Io mi tornava di campagna ad ora molto avanzata, quando all'en­trare in paese mi fu presentata una lettera d'espresso, la sera del 3 febbraio mese suddetto.
H contenuto era questo, che at'taccavasi subito! facendo suonare a martello, e che eoo la mia gente mi dirigessi alla capitale gridando per via Viva Francesco quarto.,. Re d'Italia . Le parole d'ordine erano Roma ed altra che non msmdo* *
Una tale lettera mi stordì e chiamati subitamente alcuni miei fa-migliarissimi a consiglio esposi loro: che io ito. era per niente al muo­vermi disposto, che; il orno :awvenire era assegnato ai capi per istabi-lire di concerto il piano conchiusivo; che mi era stato promesso che la mia gente a meta via avrebbe da un Commissario Ducale ricevuto uno scudo per testa e la ietterà non fare alcun motto di questo; che ìì miei non erano avvertiti ed essere impossibile il risalirli ih tanta strettezza di tempo, sovra un tratto di Campagna di oltre a sette miglia di lun­ghezza, e finalmente che questa fretta improvvisa nascondeva per me un fatale mistero, che traii. metteva in gran sospetto ed in gran inquie­tudine;
Si era già concluso di non. far luogo a movimento alcuno, quando giunse da Modena un aderente' :cl Menotti colla notizia enei alla Mir­randola la cosa era assai ben riusefi e che non bisognava perder tempo.
Esposi le mie difficoltà, alle quali fu sempre risposto con poco, senno; nott potei sapere la cagionisi. e scopo; avessero i Modenesi a sollecitare per siffatta guisa la cosa, e domandatolo se avesse seco re­cato danaro, rispose d'essere caricalo ad autorizzarmi a levarne dalle pubbliche casse, o dai cittadini facoltosi anche a mano armata.
L'indignazione, che s-mosse dal fondo del mio cuore ad una sì disonesta proposta mi fece prorómpe in male:jarole e maledicendo le fazioni, e più la mfo: '(ortunaj rfeoHMtì risposi p?fafi non aveva mai fatto