Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <622>
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l'assassino, che il mio onore era cosa da non poter date ad altri e che se l'Italia doveva pur risorgere, dovcasi con dignità il suo risorgimento-operare.
Un riso amaro ed mi crollar di testa fu la prima risposta, che mi fu fatta, poi si soggiunse che la sua aspettazione non era ìandata fallita, Ìgi avevano tutto il torto cóltro che fransi affidati ad un solitario ma­linconico e perduto fra i libri qual ero io,, 'e ' giunse ' iersino a tac­ciarmi qual uomo d'animo pusillo e codardo.
Un pazzo, come suol dirsi, ne fa conto e cintomi subitamente la-spada, mi avviai con pochi uomini armati per disarmare la pubblica forza*
Erami stato detto che non avrei trovato che un apparente resi­stenza, nel che fidandomi circondai la casa 'il sergente degli urbani e fattolo chiamare sotto pretesto che il suo capitano .aveva bisogno di lui, egli il :di subito levato.
Aperta ch'egli ebbe la porta e veduti Menni armati,, diede indietro per chiuderla, ed io lo impedii collo spingermi avanita? e postagli una mano al petto, cosi all'oscuro, lo instai a consegnarmi le chiavi del quartiere dov'erano custodite le armi.
Egli mi diede allora di punta nella sinistra Coscia con un briquet fatto arrotare quel giorno stesso, e passandola da parte a .-parte; e traendola per traverso, mi secò un nervo, sicché rimasi a un tratto: stordito e caddi come un morto in terra.
I due che mi videro .cadere si diedero alla fuga, gli atfcr-i mi- sii fecero intorno atterriti.
Rinvenuto che fui dissi loro amici, siamo stati traditi, ritiratevi, tutti alle vostre case e salvatevi fjkh1
Mi alzai poco dopo alla meglio e .tèpsretto da un uomo che Jg sava a: gasp-, mi fecj. cndutìjfe,1 alla icasa del chiru*p>. coflunalP
La piaga superiore fu tosto chiusa con .diligetizaj, e." fin lasciato solo.
Io sentiva fraittanto mancarmi le fcs à mi iaecorsi, che il saftjpa fluiva per disotto? feci di nuovo chiamare il chirurgo, il quale mi chiuse poscia la ferita inferiore e ni lasciò riposare. In questo mentre soprag­giunsero i ducali Dragoni e 14 soldati urbani per custodirmi e-, pco< appresso entrò nella camera il podestà, del paese col suo segretàrio: è1 col Brigadiere dei Dragoni per esaminarmi.
Risposi alla meglio, ch'io mi ero mosso credendo di farlo in ser­vizio del mio principe, ma che il fatto mi faceva conoscere*, che da una truppa.dì sciagurati io era stato ingannato; uy. fattomi a dire lerctjSe da capo, finii pregandolo che mi facesse- Macliutre M mìo. caiiteeiiej: sera