Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <630>
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3 Cìddoku/fini
tati m Malia, sulla diffusione di stampe rivoluzionarie, non dà soddisfa­zione all'inquirente. È negativo sulla conoscenza di parecchi dei suoi coninquisiti, quale, il' -Cdesie Menotti, il Manzini, il Montanari, il- goc­cioloni.. Dichiara del pari dì nulla sapere sugjti estensori del Monitore Modenese e sulle società segrete.
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D.: Dettogli, che le cose da esso esaminato superiortnente esposte a giustificazione d'aver preso parte nella rivaligliene dello stato estense, non poteano altrimenti persuaderlo che il movimento si facesse col-l'assenso e colla segreta cooperazione di A. il Duca di Modena, mentre il suo carattere fermo, la -di lui avversione alle innovazioni po­litiche in senso liberale, ammessa conosciuta anche da esso esami­nato ed i vincoli di sangue e di interesse he uniscono questo principe alll'istria non dovevano lasciargli alcuin ;dubbj> che le insinuazioniMl Menotti sullo scopo della rivolta erano destituite di fondamento, quindi non potendosi ritenere ch'esso esaminato, fornito di lumi e di perspi­cacia siasi lasciato abbagliare dai sofismi dei liberali pieni di contradi­zioni ed inverosimiglianze, viene invitato a svelare ingenuamente; èTeon; precisione la véra orditura e tendenza della rivoluzione stessa?
R.: Come ho già esposto superiormente,.s'affacciarono da bel prin­cipio anche a me le giustissime Cessioni al questa ;com.m:issiojie, le considerazioni da me esposte nella mia narrazione mi tolsero da ogni incertezza e mi fecero credere* 'in tutta buona fede, che le cose che .si stavano preparando si eseguissero di piena intelligenza al Sovrano.
Aggiungerò; :ehi la voce di rivoluzione erasi fatta pubblica: ;ed ir Capi n'erano tanto noti, che mi pareva incompatibile colla dignità e*pru-denza sovrana, e colla rigorosa sorveglianza della polizia estense, che non si fossero mai prese energiche decisive misure per sventare i piani
dei novatori.
E a vero dirsi rassicurarsi dei capi poteva ai certo bastare per im­pedire i disordini avvenuti dappoii; l*1' conseguenza dei quali migliaia di'taoeenii sono stati costretti a separarli da* loro congiunti e abban­donare i fatti loro e la terra natale per soffrir raminghi in estrane con­trade tutti i disagi della povertà e dell'esigilo.
E qui trovo opportuno deporre un altra circostanza, la quale in mia sentenza appoggia le intelligenze che il Menotti teneva col nostro Duca, e questa si è che il Menotti; M/sterrò un giorno d'essere yenu in diffidenza dei Bolognesi per le sue intime relazioni; (girgli aveva col nostro en<? e che fu peréto' da pedona amica avvertito che sjjgifr=