Rassegna storica del Risorgimento

1831; BACCIOLANI LOTARIO ; AUSTRIA ; VELLANI GIOVANNI ; PROCESS
anno <1925>   pagina <636>
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. M Gùtio Ruffini
Nella sera del giorno< stesso, pacando d'un tale avvenimento, mio cugino Reggianini ini tenne un discorso ch'io ora non avrò difficoltà di confidare a questa Commissione, stantochè veggoini ricercato di par­lare delle cause della rivoluzione di Modena ben persuasa che quanto saE0' PM palesare vorrà essere destinato ai soli usi riservati dell'austriaco governa "e- che a me non sarà per derivarne alcuna compromissione.
Ecco quanto mi disse il Reggianini in quella sera. Nell'estate pas­sato, non mi ricoÀ cài fe qual epoca, certo Misley di Modena, ei mi disse, si recò a quella villeggiatura a ritrovarlo e venuti fa discorrere sulle politiche novità del giorno, ebbe ad interpellarlo sul modo con cui avrebbesi potuto intraprendere una rivoluzione in Italia*.
Il Reggianini ciò sentito gji risfOàè, che al suo modo di ve­dere gli pareva che in Italia non si avrebbe certamente potuta impe­rare con isperanza d'esito felice una rivoluzione, senzaché non vi fosse stato un principe alla testa, che ne la sostenesse e che quindi egli non vedeva ne' tempi presenti alcun altro di più adattato a questo fine se non il Duca di Modena, come appunto quel principe eh* era molto danaroso, che aveva qualche partito a Milano e che non era mal ve­duto dall' Inghilterra. Fu in quella sera troncato dopo qualche consi­derazione un tal 'discorso, ma nel susseguente giorno il Mislètàlfece ritorno dal Reggianini .è ripigliando l'argomento preeedenite: gli disse, che il discorso he gli aveva tenuto nell* antecedente; giorno lo aveva posto in qualche: iàtténzione e che sperei era rltomair da lui per.chie­dergli in tutta 'confidenza se quella posizione partiva veramente da esso Reggianini, oppure se qualche altra persona gliene avesse tenuto proposito. Accertato il Misley dal signor mio cugino eh' egli non aveva parlato con alcuno su ciìV gli soggiunse allora il Misley, che in iatto già da qualche tempo si coltivava un tale progetto particolarmente dal comitato Italiano di Parigi, il quale oltre d'aver spiegato il suo partito in proposito volgeva in mente anche il progetto di far partire per la Corsica tutti gli emigrati Italiani in Frància, onde formare una legione per poter poi operare uno sbarco, a Livorno e nel Massese, quando. fosse stato il momento opportuno.
Gli disse il Misley che lai''cosa era già combinata anche con S. A. il Duca e che questi né mese di ottobre dell'anno passato avrebbe dovuto sborsare due milioni di franchi per affrontare le spese.
Gli disse di più che la legione di Corsica sarebbe venuta a?:s,afr" care jtì Italia sotto il comando del generale -napoletano Pepfe :e dèi generale piemontese Regìs.
Mi raccontò inoltre lo stesso mio cugino, che abboccatosi poste-