Rassegna storica del Risorgimento
FORL? ; MANZONI DOMENICO
anno
<
1914
>
pagina
<
104
>
104 Olheroito PaUntii
H dotatore del 20 febbraio !2* asserì <àe il Loreto ffi morte emanato dalla TenMia forlivese epa stato provocato 4ai capetto die"il Manzoni, immtà mJfiòma Se* desfdetfo di acquistar nobiltà, avesse atto ;cfà dei rìvoli éateressanti *i
Era, dunque* anche fi Manzoni affiliato afa Carboneria f bo-vremmo eredere; che lo tosse,, jpeiehè altrimenti, non vxebbeòr irato far flei-, Giova***, questo ìittnj xieorrere alla eionaièù del Galletti, il ÉoMstfy, dopo aver detto m g Manzoni orfroida faentino, ma da moltt ;ani domiciliato a Ee ,ikgegno spéi enlativò, di viste sjkp:, intraprendente, destrobtfando ogni ài-dio, si era dedicato al guadagno , ed. ajvevfr azzardato detgranj interessi tanto marittimi che terrestri ;(ie èufàiifelìeemefltoyft dopò aver avvertito che còlla sua molta avvedutezza insieme cogli aiuti della fortuna, nel lasso di pochi anni aveva cumulato un capitale, benché non puro, di due in trecento mila scudi ag- giunge : Tanta ricchezza, la carestia ancor regnante, la di cui causa dall'ignara plebe jnmolta parto a lui si attribuiva,, e l'essersi M-viso da potenti godtetà alle quali apparteneva, furono 1 motivi òhe gti accelerarono la morte**
Veramente fynestfiiBinio periodo del Gallefeti non'intende con troppa icilitiL V, cronista, ; spiegare la morte del Manzoni, metto Éusieme due cause), eie non possono star viciifte Waà addiritturisi inconciliabili. Infatti se la morte del ranzoni fa p0dòfca dalla soverchia ricchezza di lui, dalla carestia ancor regnante nel 1S17, non ha nulla a che (Itre l'essersi il Manzoni diviso Gù potenti società alle quali apparteneva* Viceversa, se la mòrto del 3ffai zoni fu voluta dalla Carboneria, il ricco banchiere non ftt ucciso appunto perchè ricco, perchè incettatore, non in. ucciso per aver ottenuto dal papa il privilegio porjxe dti Bptua e M W* ritorto del Lazio una quantità grande di grano senza pagare la tassa doganale , ei or avere pòi,, profittando della carestìa,: venduto ai Forlivesi quei granò ad altissimo pezzo,8.
Comunque (fe giovi qui ricordare CB il nostro cronista era fratello-i 4neh> e don Cesare Galletti, carbonari entrambi e asso-
4 MAZZATJN'M, Sètta tìk* !,. 23.