Rassegna storica del Risorgimento
USIGLIO ANGELO ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1925
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703
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dena; lettera più del solito affettuosa e scritta con mano così meno ferma da destare presentimenti tormentosi nella famiglia.
Quantunque malato egli sapeva nascondere II suo stato, poiché temeva di disturbare i cari che lo circondavano. Soffriva quindi silenzioso, sempre pronto cV intelligenza, di memoria, buono **] diceva poi Valerio Pietrucci.
Il male che lo dissolveva doveva sentirlo* perchè alle volte scherzando diceva che poco gli restava da vivere; si doleva di avere ceduto alla necessità per farsi un vestito che non avrebbe potuto indossare, e se apprendeva eie altri era morto lo invidiava.
La sera dell' 11 aprile, dopo avere conversato a lungo coi Pistrucci, si ritirò nella propria cameretta, raccomandando a Valerio di deporre su di un tavolino certi giornali italiani che avrebbe letti V indomani. Si coricò e nel fetìòre della notte si sentì soffocare.
La notte del 12 si aggravò improvvisamente: furono attorno al suo letto, Spendendosi in premure affettuose Valerio Pistruccij con la moglie e coi suoi tre tìgli, tra i quali Ugo il maggiore. Valerio era straziato per non potere dare aiuto a chi era stato per lui un fratello e per i figli suoi più che un padre.
L'ammalato capiva il proprio stato. Valerio tenendogli la destra lo esortava a farsi coraggio, .ed egli con la calma che non aveva mai perduta, trovò forza di rispondere: * non ho paura ; guardava, conosceva. Tre quarti d'ora durò l'agonia: morì tranquillo: senza stratte. Era spirato fra le braccia di coloro, che lo avevano raccolto, amato per trentotto anni in terra d'esiglio.
I Pistrucci restarono come sbigottiti: Ugo telegrafò a Davide JfJÈema, modenese, banchiere a Firenze e cognato dell'estinto. Il Crema con prudenza comunicò ;T triste annunzio alla moglie Rosa e alla cognata Elisa, donne note nella Toscana per intellettualità e per iniziative benefiche, e- dovette comunicarlo prima che ad altri amici ad Atto Vannucci, che dettò senz'altro un cenno necrologie* seamparso anonimo sulla Gazzetta- d'Italia (1), che ripro-
jp) La notte del 12 coircute aprile si spegneva ÌME*ondra la nobile vita di ANGELO USIGLIO uàJS ;a uiodena nel iSo3i dotato >M fervido ingegno, fu elegante cultore delle ilejtrare. amene, mentre d'animo retto e generoso,, di delicata sentire. ;aEfeofeg M sé ;asl ;ft tempo te più gentili e maschie yMfffe ÉaiertoÉta m1 dentisstmo! k mmé éf ÌWó; re di perìgli vagheggiò ali* Italia un- evenire più serenò,; è prendendo, operosa parte ai moti del 3 fr* H pugno'di animosi che