Rassegna storica del Risorgimento
USIGLIO ANGELO ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1925
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pagina
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711
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Recensioni Hi
nova di tin idillio amoroso ch'egli avrebbe intrecciato colà con Ja figlia del banchiere Celesta, la bella e ricchissima Carolina, da luì poi abbandonata, appena guarito, per il più forte amore alla patria e per l'osservanza al suo giura-mente di non deporre le armi finché restasse un solo tedesco in Italia.
Di ritorno a Genova, avendo solo ottenuto un piccolo prestito da Francesco Carpando, lo Scalcerle si porto a Rieti, dove si trovava la sua legione; poi prese-parte al combattimento del 30 aprile in Roma, contro i Francesi, e alle battaglie di PalesMa> e di! :eliet-, mMM jSapole.tani, distinguendosi per slancio, bravura e disprezzo del pericolo e meritando la -nomina di tenente aiutante del colonnello. Ma, data la sua naturi intrepida e l'ardente brama di sacrificare la vita per la patria* fajeve doveva essere la sua carriera. Riprese le ostilità coi Francesi, 'qnaudO; non era ancora trascorse il termine dell'armistizio, lo. eaieerìè féaà'eva èrOicanietìtè, tra i primi, il 3 giugno a Villa Corsini, presa, ripresa perduta tre o quattro volte dai nostri.
Trasportato all'ospedale dei Pellegrini, ove poco doco doveva raggiungerlo, fra tanti altri, Goffredo Mameli, ebbe le prime cure dal dottor Bertani e poi l'assistenza amorosa della principessa Belgioioso. Ma il giovinetto comprèse sù bito che la sua ferita era mortale, chiese di un notaio e dettò un secondo testamento col ;qjuale lasciava tutti i suoi beni alle città di Padova, Vicenza e Thiene. 11 giorno seguente esalava il suo nobilissimo spirito.
Nelle ultime pagine della sua monografia il Solitro accenna alle :onoranze che furono rese alla sua memoria (Padova intitolò al suo nome una Scuòla che ha promosso e pubblicato questa biografia), tratta anche della controversia, cui diede origine la sua eredità, e, in appendice, pubblica alcuni documenti, tra cui notevole il suo primo testamento. Meritano di essere qui riferiti i primi periodi: I La vita delle battaglie io la ho desiderata più volte, io la ho conseguita; questa vita di grandi commozioni, di dolori, di gioie, .di Vitupero, di eroismo io la ho assaporata. Nell'ardente fantasia mi passò più volte come lampo di gioia divina il morire per la patria. La mia. ultima volontà non sia che un'eco ripetnta per l'ultima volta sulla tomba del morente... ,
ERSILIO MICHEL.
Prof. GIOVANNI MALVEZZI, Brevi note biografiche su Antonio Burlando che nei Mille fu del Carabinieri Genovesi; Genova, Tip. G. B. Marsano, 1924, pp. 89, L, ti
Quest'opuscolo non fra altra pretesa che di ricordare alle giovani generazioni la nobile figura.'di Antonio Burlando che fu dei Mille e prode in sei guerre onde l'Italia risorse unita e indipendente. Poco o nulla, a dir vero, contiene di nuovo e si limita a raccogliere notizie e documenti sparsi.
Le lettere che al Burlando, già ferito a Calatafirai, indirizzarono il Mazzini e fl Bertani, nel giugno 1860, per Invitarlo a prendere il comando di due nuove