Rassegna storica del Risorgimento

MACCHI MAURO
anno <1925>   pagina <761>
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telati politiche alisi discussione 'Min- rifar u- odali. Ma1 quando 'è <fe*to *ìò, *if tifila tutto; iSn? taiK opinióne *ì può onoratamente (US terc,, poiché mlti valentuomini Ih combattono, e molti altri non tornito fervidamente la propugnano. Ma sia purè diviso eh.' casa è Aasurda è esiziale. Padroni i federalisti' ed ;i: socialisti di additarne j'aiwurdhifce di deplorarne il malefìcio, versando la .U;i)*ua responsabilità capo*étta che la vaf ostinatamente celebrando.- Però siffatta colpa è proprio si graffe) dà rendere 'impossìbile nel colpevole ogni altro merito? E.si grave j da dar diritto alli avventarvi di affibbiargli anche Taccona di gémila, di vite,, dii traditore,, dì alleato awtriaeo? Dunque a Mazzini. ;rercé è. reo di non intendere la rivoluzione a; modo nostro, sarà giusto ad oprare, come a Cristo, i peccati di tutto il mondo? lo non la intendo cosi la giustizia.
Spero a-.-rà ricevuto da Repetti la lettera, nella quale ansiosamente le chiedeva una copia de* suoi'studii sul piano, di Magadino, e sulla ri­forma delli studi* ja, cotesto Cantone; è mi lusingo avrà la bontà di in-viarmsii subito;
Ho tetto l'indirizzo dei Carabinieri' Ticinesi- a quelli di Uri e Svitto, firmato Eimq Aruni, e vi ho scorto subito il suolile vi L La libertà fabbricata sull'arena delle imparziali promesse: il sangue inutilmente mescolato sui campi di Arbeto: e là1 ghiacci di Giornico; - i giganti avviluppati dall'astuto Trivulzio Ita i fossi di Marignano; e più: ancora il dovere nella stirpe che invento la stampa per propagare a tutto il mondo la verità,, <j[ essere amicai alla stirpe che scoperse l'America; e teóvb>per unire tv Hi i popoli il feto di Volta e dì Gahani -r: sono frasi é concetti, i quali non possono esser che suoi. Io non co­nosco altri capace di sì vaste unagini e di sì scolpita eloquenza. Eppure, il Ferrari non si sarà accorto di tali bellezze* ;etf avrà gettato sdegno­samente lo scritto perchè vi s'incontrano le "parole Dio e Provvidenza. Ma allora, come fa a crédere ed a ripetere sul serio che Manzoni e Ro-mim sono i due più grand'uomini d'Italia? Non sono costoro amici di io, e-campioni del papa? Oh quante contradizioni!
Mi-Saluti affettuosamente là SigsTàAnna; mi scriva almeno qualche riga; e mi creda sempre.
Tutto suo
(i) Vedilo In SpJz. Iti, p, pgj