Rassegna storica del Risorgimento
MACCHI MAURO
anno
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1925
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pagina
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771
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Leiter* trititi/* di Maura Macchi a Cario Cattante jfi
XL1
Torino, 9 giugno jfò. Maestro mio.
Benché dovessi tenenti! sicuro (per le ragioni già communicatele) che i fautori esclusivi del Lucomagno non avrebbero più osato trar partito della discussione sul traforo del Moncenisio per intrudervi quel loro articolo nell'intènto di accaparrarsi i io milioni del promesso sussidio piemontese,; pur stetti per cinque giorni inchiodato sui banchi del Parlamento; nella tema che, -malgrado ogni assteùrazioné, contraria, l'affare del Lucomagno fosse fatto entrare per sorpresa nella legge che cede strada V'iti Ehimanucle alla compagnia Laftitte.
E, pur troppo,, i -mici, timori si sono .avverati. Mezz'ora fa (erano le 4-3/4;} mentre i deputati, stanchi della discussione che durava già da tanti giorni, erano a quell'ora in cui cominciano a sentire il desiderio del pranzò, Valerio fece una proposta che fu votata alla quasi, unanimità, per la quale i dieci roillioni restano irrevocabilmente ipotecati al Lucomagno. Appena sarà stampato il rendiconto officiale glielo manderò; e spero che non lascerà senza risposta il discorso del Paleocapa. Come vedrà, questo vecchio ] abusò indegnamente dell'ignoranza e- deirimpazienza della Camera, per troncare ogni onesta discussione, m non lasciar agio alle buone ragioni in favore del Gottardo di far breccia nell'animo! dèi: cittadini. I suoi argomenti più decisivi furon questi: che la linea del Luco Magno- era desiderata da Cari'Alberto, e che quella del Gottardo vien propugnata da olii bada al li interessi Jombardv non Sii propri. K siffatti argomenti passarono per buoni al Cospetto di questi sapientissimi,, i quali, dopo poclie parole dette in contrario da Cavour Gustavo,: e da Farina Paolo, chiesero impetuosamente che sijchiu-desse la discussione, sebbene Correnti avesse reclamata la parola.
Noti sopratutto questo tatto, che i due Cavour discorsero l'un dopo l'altro in senso affatto opposto; imperocché il povero Gustavo, credendo forse che il fratello ministro fosse sempre del medesimo avviso, perorò secondo le fatte intelligenze, nel senso di lasciare là liatu-stìóne indecisa. Egli dev'essere rimasto' ben sorpreso quando vide ìi G.e Camillo secondare l'impegno (li Paleacapa, e raccomandare il Lucomagno !!
Ella aveva ben ragione quando mi scriveva nella, sua lettera dell' 11 Giugno che in Piemonte d'affare' del Lucomagno ' affatto deciso.