Rassegna storica del Risorgimento
BRESCIA ; MOTI 1849
anno
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1925
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pagina
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802
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Spa
Agostine Zanèlle
a muover querele ma pensassero invece a dargli in mano j capi po- polo o a denunciarglieli *, dovette con proclama del 5. aprile annunziare che da quel giorno nessuno sarebbe stato passato: per le armi se non condannato per regolare processo, vale a dire per giudìzio statario pronunciato da una Commissione militare inquirente.
Questa comincio il 6 aprile i suoi lavori, che naturalmente non si limitarono a colpire i. patrioti che potè avere fra le mani, torturandoli prima in ogni modo per strappare dalla loro bocca confessioni, delazioni di complici, nomi dei promotori della Rivoluzione e dei più fecA venti combattenti, e poi condannandoli o alla fucilazione o al capestro, ma si estesero ad indagare su tutta l'azione rivoluzionaria in città ed in provincia. Qui difatti essa èra stata largamente preparata per opera del Comitato bresciano, di cui' era capo il Dott. Bortolo Cualla, che alla sua volta era in contìnua relazione col Comitato insurrezionale sedente jn Torino. A due grandi scopi aveva esso rivolta la sua opera fin dal principio dell'anno: avviare alla sordina per valli e montagne, lungo ta tricati e perigliosi calli, coscrìtti e disertori ad Ingrossare di là dal Ticino la divisione lombarda; altri soccorrerne e mantenerne dentro al chiuso delle patrie foreste e incile: serre paurose dei nostri dirupi , 0 sulle briche delle Alpi Camune e Triumpline perchè indurassero . inavvertiti fra {l gelo e fra le nevi alle armi ed: alla guerriglia degli spigliati' cacciatori :e serbassero immote come i loro dirupi tra quei: rigidi la fede e la speranza (1): E si acquistavano armi, e munizioniti sii rilevavano le piante dei; fortilizi:. ;sj tesseva una: vasta rete di] esplorazioni -.e di oxrdspondenze, vivendbsii tra la speranza ed li timore I sotto i' imminente minaccia del patibolo.
Quando poi giunse da Torino l'avviso dell'armi fu per tutte le patrie valli un sordo ribollimento; i nostri Comitati furono in movimento, tt per le terre confinanti i profughi di maggior conto ed animo pia risoluto raccoglievano le file della vasta cospiratone Te cominciava I l'azione delle bande armate. Il sacerdote Pietro Boifava raccoglieva, insieme da Tignale, da Tremositìj6, e da altri comuni limitrofi molti disertori provinciali, veronesi e piacentini, soccorrendoli di denaro, di aii-j menti ecÈ órgatìizindoli per l'azione. Ad essi univansi poi.'molti terra zani che già avevano combattuto net marzo iflSj" di modo che egli ebbe sotto di sé ben. 250 armati, ai quali da Gardone Valtrompia Antonio Franzini forniva per mezzo degli agenti del Bòiifttva munizioni ed armi d'ogni genere.
(t) Oposici, Storie Bresciane, Brescia, 865, vói. XI, .p. 41.