Rassegna storica del Risorgimento
BRESCIA ; MOTI 1849
anno
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1925
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pagina
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806
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8o( Àgmtìno Zanetti
la Corte marciale: o perchè combattenti contro te truppe imperiali: poi altri che facevano parte nella Commistione iper organizsare }a Guardia Nazionale o di quella delle munizioni,, (t colorò infine die con la parola o con le arm'. mostrarono -li più fieri, nemici dèi Sverno,
Ma mentre per alcuni; come per es. U Martinengo ed il SolerfK quegli come Presidente del Consiglio e questi come Podestà* ai ammettono delle attenuanti e per altri denota che mancano motivi ipèc l'arresto, contro parrechi invece- si lancia addirittura l'acculi; di avere commessi ì più gravi delitti, i più orrìbili Omicidi per vendetta privata: e di essere assassini al più alto grado. E quali erano questi orrendi delitti? Per nove di essi li possiamo apprendere dalla sentenza di condanna a morte con la forca. Essi difatti furono impiccati insieme con altri tre,, non compresi nell'Elenco, sul Canton Mombcllo, a sei per volta il 9 e io luglio '49 per avere preso parte alla ribellione di Brescia e cooperato all'omicidio verificatosi il 1. aprile. Quél giorno, mentre la moltitudine sitibonda di morte ;ò di vendetttavoleva innalzare ancora la bandiera rossa [come segnale dì guerra disperata, ed i nemici, incendiando uomini e case, sempre più si venivano allargando, levossi una voce a consigliare ai cittadini che messi colle loro mani in fiamme anche i quartieri del centro, si gettassero tutti, uomini e donne, col coltello in pugno a cercare, in quel vasto baratro di fuoco i nemici e morire sui loro cadaveri; Ma fu chi sviò il popolo, ricordando che: molte spie stavano ancora impunite nelle , prigioni, onde i più feroci trassero a queir invito di sangue e, cavati di carcere alcuni notissimi mezzani dell'inquisizione austriaca, li sbranavono (1). Fra le vittime della* vendetta popolare si ricordano un Giovannni Marinoni, impresario stradale;, un Imiolti, capo dei birri, famigerato per le sue nequizie e impopolarissimo, un Zambrini altro commesso di polizia, ed un altro agente poliziotto noto col nomignolo di Menate; ma il Tosoni aggiunge che altri, venti furono cosi sgozzati barbaramente dal furore popolare- Stavano costoro nelle carceri di Piazza Venezia rinchiusi in attesa del giudizio, pel quale era stata appunto creata la Corte Marziale composta di alcuni funzionari del Tri-bunalc. Non per ciò assolveremo" il popolo dell'atto inumano, atto:'in* degno di un popolo che con; così sublime e: purissimo slancio aveva per dieci giorni lottato per la libertà.
Ma, pur tralasciando che a cosi barbaro eccesso il popolo poteva sentirsi spinto dalla slealtà del nemico e dall'orrenda carneficina che questo fece, nella sua feroce libidine di sangue, dèi cittadini inermi, sì
(1) CORRENTI, op. dt., p. 84.