Rassegna storica del Risorgimento
BRESCIA ; MOTI 1849
anno
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1925
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pagina
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808
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Sol Agostino Zanetti
niente principe della confessione, che per iè ola sarebbe stata WBF dente per Ja condanna capitale, senti 11 bisogno -'li far seguire netta sentenza che gli imputati, oltre rie confessi, erano conyjnri dalle oV posizioni dei testimoni. Ma evidentemente si vollero, infamare 5 poderi morti facendoli comparire come dei volgari malfattori.
Ma degli altri 17 elencati insieme cogli impiccati quale fu la sorte? Il Tosoni, osservando che non era compito suo narrare per filo e per segno le fasi del primo processo di alto tradimento né dei successivi e consecutivi altri processi, corollari inevitabili -rfeT primo , si limitò, a dire che ogni giorno proseguivano nuovi arresti di cittadini' 0 rea}-mente compromessi nella rivoluzione o sospetti a cui le delazioni e lo spionaggio polìtico rendevano oltre modo pericoloso il soggiorno in Brescia, onde quasi tutù coloro che parteciparono al movimento, non indugiarono ad esulare, riparandosi chi -nel Piemonte, chi nella Svizzera. . Ma di nessuno dei 1.7 abbiamo notizia che esulasse, né dagli storici delle decade né dall' Elenco, nel quale sono, pure indicati quelli che si erano sottratti colla fuga.
Forse piuttosto essi furono compresi nell'amnistia generale, promulgata dal Radetsky il 18 agosto, giorno natalizio dell'Imperatore, ch"e> richiamava in patria gli esuli, promettendo loro immunità da qualsiasi molestia e dischiudeva le carceri a tutti i detenuti civili e militari del. Castèllo, processati per ragioni politiche, comprendendovi anche i disertori. Uscirono così dal carcere il Consigliere di Tribunale Cambini, l'avv. Piccino Violini,, l'aw. -Pallavicini, ;il Ferrari ed il Bonomelli. pur compresi nel nostro Elenco, oltre, scrive il Tosoni r), molti impiegati, professionisti, possidenti, commerciali tv ed operai coinvolti in quella terribile procedura. Ma rimasero esclusi dall'amnistia il Borghetti (Giù?-seppe) il Martinengo, il Cassola ed il Contratti; come preferirono ancora la vita dell'esule a quella del sorvegliato ed insidiato il Gualla, i sacerdoti prof. Beretta e D. Giovanni Mor ed il canonico Tiboni, il San-gervasio, l'avvocato Rogna, il Faverzani, per ricordare solo quelli de* nunciati al Radetsky dalla Commissione.
Forse nuove e più ampie ed accurate ricerche negli Archivi di Vienna, oggi, mercé la nostra vittoria, non solo accessibili agli studiosi, ma rivendicati in buona parte a noi, potranno recare luce anche maggiore su quei sinistri processi. Ma intanto' -U-Élenco, che si pubblica per la prima volta nell'ospitale Rassegna, ci offre la riprova del fervido amor di patria con cui i Bresciani lottarono contro l'oppressore* docu-
(1) TOSONI, op. eh., p. 333.