Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1925>   pagina <825>
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giórno * Padov* il piazzavano ih fcjraro delle Valle fi cannoni TOH oricele acce** pronti! far fuoco 4 iijenomo indico- di mmmamm;* W-ceuza parimene si collocavano batterie, il colle die domito le ritte, e vosi nelle altre città è nelle borgate pia grottie.
Quando pòi la verità fu: cartai n urlo di dolore t d'indignazione il levò da per tutto, e le Invettive pia violento e più acerbe furono lan­ciate contro Napoleone, che a Villa/ranca, aveva ripetuto il tradimento dello zio a Compoformio. :pra. le tante testimonianze di! quei igwa j giorni* un mi pare particolar-mente importante, quella: del professore Ernesto Gnad, insegnante allora di lìngua tedesca ncll'lr r. Ginnasio di Venezia, boemo dì nascita, ma di educazione e di sentimenti profonde* mente austriaco, come la maggior- parte degl'impiegati al servizio del­l'Austria, da qualsiasi parte dell'impero provenissero.
Indimenticabile scrìve egli mi rimase l'impressione che prò* dusse sulla popolazione [veneziana] l'armistizio di Villa/ranca, in seguito al quale veniva sgombrata la Lombardia,- ma -il Veneto restava all'Au-strìa. Passai quella mattina per piazza 5. Marco ch'era insolitamente deserta. Pochi cittadini soltanto camminavano frettolosi coi visi rannu-volati; i caffè sotto le Procuratiti, ad eccezione del Quadri frequentato per lo più da ufficiali, erano vuoti come la piazza; ai tavolini sedevano poche persone che fissavano gli occhi sul molo come istupiditi, coi visi su cui si leggevano la delusione e l'avvilimento.... Nulla influisce più penosamente sull'animo che il mutò dolore e. la calma disperazione d'un popolo strappato improvvisamente ai suoi sogni e alle sue speranze. Da quel mattino ebbi la precisa sensazione che i giorni della signoria au­striaca anche snlia Venezia erano contati - (x).
I prigionieri veneti di Josephstadt appresero la notizia dei prtlimi-nari dalla bocca del direttore della fortezza Schuchenau. Nel primo im­peto del dolore gli scagliarono in faccia gli epiteti di pazzo.e mentitore; poi ritiratici nei camerotti scrive: uno di essi abbiamo gridato, be­stemmiato e perfino altercato fra noi? fu una seni' e una notte d'in-
(x) Im osterreichichen ttatten (1856.1867). lunsbruk. Vngner, 1904. p. 83. Ne tradusse saltuariamente poche pagine, che pubblicò nel giornate la provincia di Padova, ti prof. Domenico Bri" lamio 1907, n. 35;, JJS, 15, ka'f''*.85]v Bel Gnad e dì qncsto suo libro diedero qualche notizia Giuseppe Bìh- dego nel suo. volume letteratura e Patria negli anni della dominazione au­strìaca . Citta di Castello, tapi, tei.*,, pp, 208 e sgg. e il prof. Cannilo Mn-fronl in un suo articolo * Il Veneto dal 1859 al t866 nel giornale. vKanfulìj* della domenica , Anno 39*. 3*4 tl. febbraio J9Ìtilv