Rassegna storica del Risorgimento

EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1925>   pagina <834>
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Fra 4 firmatari, che - ì complft r. .- JJ, dei osali t*sts*. sol­tanto figurano In calce al mandata su aposto, e cinfc A . . ftewAav Cavalletto e VAÌÌLBÌ, ai leggono 1 nomi dd Tcrtnm**, dell'Art***, dd Vare, del Redaetli, del Galateo! e ciò vale a allegare il eMiteeuto 4e3 memoriate, t giova il chiarire la lettera ' ' - - P II dopa a breve preambolo in cui accompagna a) Cavalletto I riapoata dd fe cherle indirizzata a lui, entra nell'argomento: ed capone i punti prin­cipali su cui basa il auo rifiuto.
Osserva anzi tutto che la stia nomina dovuta m. va ristretto no­merò di persone per quanto rispettabile non era l'espressione sàtura delta Volontà dell'Emigrazione, la quale, agitante se convocata tn as­semblea plenaria, poteva decidere della Compostzione della propria rap­presentanza. Anche Toscana, Parma, Modena e Bologna avevano tar­mato deputazioni, ma queste avevano ricevuto il mandato dai rispettisi governi, dì cui erano rappresentanti legittime, e per ciò abilitate a par­lare e a trattare in nome dei propri concittadini! Ila oltre a òòqneìW Deputazioni presentandosi a Napoleone per chiederne il patrocuuOj noe si trovavano in nessun modo in contrasto con gli atti da lui compiati s Villafranca. perchè colà egli non s'era punto impegnato a sostenere con le Acmi la restaurazione dei rispettivi sovrani. Diversa allatto era lai reundntione tteUa Deputazione venera, la quale gli si sarebbe presentata litio per Chiedergli garanzie contro gli eàèntuMi soprusi di Vienna odia progettata nfederazionè, ma a dirittura > distacco dall'Austria vale a dire tutto l'opposto di ciò; ch'egli aveva stipulato a Villafranca. Né avrebbe potuto 6 deputazione chièderei a Napoleone di favorire un peo* getto di' vendila del Veneto, anzi tutto perchè non avrebbe egli potuto spogliare l'Austria con un contratto di dò clic gii le aveva data, se­condariamente perchè non si poteva pretendere da lui che si facesse sensale della redenzione*
Riteneva óltre a ciò: l'Avcsani che la sua azione personale W- fronto dell'imperatore dei Francesi, sarebbe esultata pju dannosa che utile, considerato, che nel suo opuscolo * La pace di Villafranca > egli, senza pur trascendere a villanie, aveva però largamente usata U satira verso di lui chiamandolo perfino Vustittre della Prussia
A tutto ciò aggiungeva che avendo confrontato le firme apposte al mandato con quelle del memoriale in francese presentato agli Ambascia-